Violetta Serreli – Frasi Sagge
Siamo stati abituati a risolvere enigmi e puzzle come divertimento. E se fosse stato solo un addestramento?
Siamo stati abituati a risolvere enigmi e puzzle come divertimento. E se fosse stato solo un addestramento?
Sono pochi quelli che decidono saggiamente su se stessi e sulle proprie cose. Tutti gli altri, a somiglianza degli oggetti che galleggiano nei fiumi, non vanno da sé, ma sono trasportati.
Rispetta ciò che hai perché quando non lo avrai più lo rimpiangerai.
Le imperfezioni rendono le persone uniche.
Essere sensibile è un po’ come essere un attento ascoltatore di musica, che riesce a “sentirsi” addosso ogni vibrazione prodotta da essa, a distinguere ogni singola nota, a carpire l’intonazione se calante o crescente, ad individuare tra i tanti strumenti, la melodia scandita di quello più dolce o più triste. Essere sensibile vuol dire percepire le variazioni di tono della voce quando l’umore varia, proprio come se la voce fosse una musica dalle infinite sfumature cromatiche. Essere sensibile vuol dire notare ogni minimo dettaglio, ogni minimo cambiamento se pur insignificante, ogni silenzio, ogni rumore, ogni parola non detta, ogni emozione trattenuta ed inespressa. Essere sensibile vuol dire immedesimarsi in ogni circostanza, in ogni sofferenza, anche in un gattino abbandonato e sporco che implora pietà ad ogni passante. Chi è sensibile soffre, di un dolore muto e soffocante, per le sofferenze del mondo. Chi è sensibile piange in silenzio senza lacrime, per ogni lacrima versata e dileguata. Chi è sensibile, sente la musica del mondo, e trae la forza da ogni vibrazione eterna e senza fine, che ogni corda tesa risuona nel suo cuore. È musica, la musica dell’anima!
C’è un attimo che si perde dopo il silenzio: è il momento in cui il pensiero diventa eterno e ogni parola immortale.
Ognuno di noi è un pezzo di storia, la nostra personale si forma con l’esperienze vissute e le persone con le quali siamo venuti in contatto nella nostra vita. Poi arriva il viale del tramonto, e l’errore più grande è quello di considerarci e farci considerare inutili; è proprio su quel viale, su quella panchina, tra le nostre rughe, che si annida la capacità di dare ancora al prossimo, quella saggezza e quel raccontare la vita che può smuovere le coscienze dei più giovani. Non c’è un’età per vivere, ma una vita da sentirsi dentro per vivere l’età.