Domenica Borghese – Frasi Sagge
La volontà è divisa in tre parti, quella di Dio, quella mia e quella degli altri. Io faccio il possibile! L’impossibile non tocca a me realizzarlo.
La volontà è divisa in tre parti, quella di Dio, quella mia e quella degli altri. Io faccio il possibile! L’impossibile non tocca a me realizzarlo.
Gli umani si accorgono sempre tardi dei loro errori.Non conoscono cosa sia lo sviluppo.Ora questi esseri credono che lo sviluppo sia qualcosa di tecnologico o al massimo legato alla società.È un modo errato di sviluppo vero?Chi è l’animale?Tu chi sei?Non hai compreso la totalità e non hai compreso nemmeno i cinque punti che aiutano a capire… Dna ed Rna, educazione, ambiente frequentato, energia, psicologia.Sono i cinque punti dell’esplosione.Stanno avvenendo delle reazioni nel tuo cervello adesso?Dove le stai mandando?Vuoi aggrapparti all’errore?Non ascoltare umani che stanno peggio di te come religiosi, atei, politici, falsi guru e idealisti.Aspetta.Ascolta queste vibrazioni.Le senti?
Inutile cercare ciò che si vuole, è inutile dannarsi nel cercare di trovarlo. Vivere dobbiamo! Vivere e basta! È durante il percorso, fatto con serenità che si incontrano le cose e le strade s’incrociano. Non serve cercarle, spesso chi cerca butta solo del tempo perdendo di vista alcune delle cose belle che possono passare.
La terra non appartiene all’uomo,è l’uomo che appartiene alla terrae tutte le cose sono collegatecome il sangue di una famiglia.Qualunque cosa capita alla terra,capita anche ai figli della terra,quindi non è stato l’uomo a tesserela tela della vita, egli ne è soltanto un filo.Qualunque cosa faccia alla tela la fa a se.
Chiedo che cos’è la felicità perché io non mi sento felice, né serena, né qualsiasi cosa si avvicini a queste cose. Ma mi chiedo se il problema sia mio, così cerco di capire se nelle risposte degli altri c’è qualcosa che ho anche io.
Di quello datoil tempo che ci restaè sempre il migliore.
Se fossimo più coerenti saremmo alla ricerca della felicità sapendo che non può appartenerci. Se avessimo più cuore saremmo alla ricerca di quell’amore e non solo del contorno. Se usassimo di più il cervello saremmo noi stessi in qualunque circostanza, senza per questo privarci del gusto di apparire. Se il buon senso prevalesse in noi, vivremmo con la consapevolezza che solo una meta è uguale per tutti, ed è quella finale. A cosa serve allora rendersi la vita difficile se è già complicata così com’è.