Chiara Marchesano – Frasi Sagge
Amo me stessa ma non al punto da farne il senso della vita. Io ho scelto di essere per il semplice voler essere piena dentro. Apparire è solo per chi nutre di continui rimandi al proprio ego.
Amo me stessa ma non al punto da farne il senso della vita. Io ho scelto di essere per il semplice voler essere piena dentro. Apparire è solo per chi nutre di continui rimandi al proprio ego.
Sono convinta che tutti si aspettano qualcosa di buono da qualcun altro. E quando questo non accade, scatta la delusione! Scatta quella molla che inaspettatamente ci fa stare male, anche se sappiamo che nulla ci è dovuto per forza, scatta la molla che preclude l’accesso ad ogni forma di ragione e di verità!. Ma non dobbiamo dimenticare i veri obbiettivi della nostra esistenza, quelli che ha stabilito il nostro cuore, quelli che nonostante la vita li renda difficili; noi li dobbiamo portare a termine. Fin in fondo. Capendo che siamo tutti diversi gli uni dagli altri. Con le proprie convinzioni e priorità, quindi senza offese ne tristezze, guardiamo avanti e sorridiamo a ciò che siamo e a ciò che la vita ci ha donato!
Non si apre una finestra se la osservi solamente, si apre se ti muovi e ti impegni ad aprirla, se vuoi vedere i raggi del sole non puoi aspettare che arrivi la sera, devi aprirla in tempo, può anche essere che, quando l’aprirai, tu veda la pioggia, ma smetterà di piovere ed uscirà il sereno, e se tu ancora non hai aperto quella finestra non riuscirai a vederlo.
Da ventunenne la vita è come una cartina stradale. Solo quando arrivi ai venticinque o giù di lì, cominci a sospettare di averla guardata capovolta, per poi esserne certo intorno ai quaranta. Arrivato ai sessanta, fidatevi, capisci di esserti perso nella giungla.
La vita è un battito d’ali verso l’infinito.
Spesso chi scrive segue l’onda del suo stato d’animo, del suo umore, della chiacchierata appena conclusa, dell’ultimo ricordopubblicata da motiviinviola il giorno Sabato 29 dicembre 2012 alle ore 4.05 ·che l’ha fatto sorridere o che l’ha rattristato. Spesso segue la trascinante onda di una risata o la delusione di un sentimento. Ma come unico scopo ha quello di indagare la realtà. La propria realtà e quella, percepita, di chi gli sta a cuore. A volte indaga con una tale crudezza da dare l’impressione di non essere capace di amare neppure sé stesso. A volte quella che sembra crudezza o – in alcuni casi – egoismo, non è altro che un’immensa voglia di vedere un sorriso, o un sogno realizzarsi. Si possono passare anni ad analizzare, scoprendo volta per volta tante sfumature diverse. Dando altro valore a ciò che pensavamo accantonato. Incassando incomprensioni e fraintendimenti dovuti solo alla fretta di chiudere la bocca di qualcun altro. Ogni critica che rivolgiamo a qualcuno, può essere lontana dall’intenzione di offendere; può essere anche un grido di aiuto verso noi stessi per interiorizzare sofferenze e passi falsi. Ho criticato fino allo sfinimento certe mie scelte, diventandone inevitabilmente vittima. Ora semplicemente osservo, come attraverso un vetro filato, la mia immagine distorta e tutto il riflesso che si porta dietro. Se qualcuno, per vedere meglio, prende il vetro e si taglia una mano, forse ha la mia stessa curiosità. Io riconosco il mio volto tramite i giochi di luce di questo vetro. Fatico a rimettere insieme i miei lineamenti perché non si vedano i punti di sutura. Appaio sfinita, cinica, inerme, rassegnata, dolorante, chiusa e probabilmente detestabile. Chi scrive affronta tutto questo ogni giorno, ma forse dimentica che non è il solo a vedere il proprio viso in frantumi. E che a ogni violenta riflessione, corrisponde uno stravolgimento della propria anima. Un sussulto, un ribaltamento, un urlo sguaiato e inquietante, una smorfia di dolore, una lacrima, un sorriso isterico, uno sprazzo di lucidità, un conato di vomito, uno spasmo, la stanchezza, la tensione estrema, il rilassamento, il sonno dei sensi. Un ribaltamento, uno sbalzo umorale continuo, che si risolve spesso nel tempo di un pensiero, ma che non ha motivo di essere considerato killer.
Ho preso le idee materialistiche e mi hanno fatto vomitare per la falsità. Le ho disintegrate.Poi ho preso i sogni: li ho bruciati.