Carlo Peparello – Frasi Sagge
Cerchiamo ogni giorno di plasmare il mondo evitando di farci plasmare da esso. È una lotta impari tra individuo e mondo, eppure chi ci prova, è conscio di non uscirne mai perdente, qualunque sia l’esito finale.
Cerchiamo ogni giorno di plasmare il mondo evitando di farci plasmare da esso. È una lotta impari tra individuo e mondo, eppure chi ci prova, è conscio di non uscirne mai perdente, qualunque sia l’esito finale.
Nulla si è, tutto si diventa.
Mai l’uomo è così attivo come quando non fa nulla, mai meno solo di quando è in compagnia di se stesso.
Se dai fiducia a chi ti ama o a chi ci tiene a te, riceverai sostegno per la fiducia riposta… se dai fiducia a chi non merita, riceverai delusioni, ma allo stesso tempo insegnamenti di vita. Se dai fiducia a te stesso, non imparerai a conoscere gli altri, ma imparerai a volerti bene, a leggerti dentro e a comprenderti davvero. Se dai fiducia alla vita infine, imparerai ad apprezzarla, amarla e viverla fino in fondo.
C’è sempre un modo, una strada da prendere, una via da seguire. Puoi procedere seduto su di una comoda macchina o pedalare stremato su per l’ennesima salita. Sta a noi la scelta, perché in fondo non importa il come, ma soltanto il dove stai andando!
A volte nell’assoluto silenzio si percepiscono i battiti del cuore, i pensieri zuppi dì ricordi si presentano prepotenti e s’impongono all’attenzione. Se il cuore è dolente i ricordi riportano al passato e agli avvenimenti sofferti; frasi e parole si susseguono nella mente, è in quel momento che rifletti, che comprendi il contenuto del dolore per il tuo vissuto, non giunto per caso. La consapevolezza illuminante arriva come un treno e strappa con forza l’amara cecità.
C’è un’ignoranza che è quella dell’anima, del buonismo, della chiusura mentale, del pregiudizio, dell’etichettamento che fa inorridire davvero e se ne frega di tutta l’erudizione che si può avere e costruita sui libri o di chi tanto decanta se stesso per “appartenenza di casta” o perché ha un soldo in più e, attraverso questo, pensa di poter soverchiare chi non ne dispone abbastanza o, addirittura, cerca di “comprarsi” il riconoscimento dell’altro; chi mi parla ancora di stratificazione sociale e diversità di ceto o chi ab_usa l’espressione “alla mia altezza”, o si appella all’esercizio di una morale dai dettami troppo rigidi – la chiamo ubbidienza cieca e non morale – mi fa letteralmente vomitare!