Silvana Stremiz – Frasi Sagge
La forza del proprio credere qualunque esso sia, è miracoloso.
La forza del proprio credere qualunque esso sia, è miracoloso.
Per quanto grandi possano essere le stelle e per quanto insignificanti possiamo essere noi a loro confronto, se non ci fosse qualcuno ad ammirarle la loro esistenza non avrebbe comunque senso.
Tutte le grandi cose, non sono nate già grandi, ma sono diventate tali iniziando da piccole cose.
Un batter d’ali non annuncia la colomba. Il silenzio, soltanto quello, e la calma pace ti prenderanno in volo in cielo.
Voglio bene ai peccatori. Sono come me.
Chi eredita una cosa guasta e non fa nulla per emendarla non è forse costui altrettanto o più colpevole dei suoi predecessori che l’hanno provocata?
Credo che ascoltare non voglia solo dire accogliere parole, toni e suoni con attenzione ed amore, (anche se questo sarebbe già molto!) Ma udire la musica che si crea intimamente ed osservare con la vista interiore la strana danza colorata, che avviene combinando insieme le parole ascoltate dall’altro e le vibrazioni dei propri pensieri. Riconoscere tra quest’ultime vibrazioni quelle che giudicano opprimendo, difendono opponendo, distruggono assordando… e accarezzandole accompagnarle un po’ più in là per accudirle in un secondo momento. Trovare in quelle forme danzanti quelle più liquide e fluide perché ad esse da entrambi è affidata la missione della cura. Nell’ascolto c’è sempre un tentativo di comprensione e se questa comprensione avviene anche solo minimamente, le risposte conterranno un grosso potenziale di cura.
Per quanto grandi possano essere le stelle e per quanto insignificanti possiamo essere noi a loro confronto, se non ci fosse qualcuno ad ammirarle la loro esistenza non avrebbe comunque senso.
Tutte le grandi cose, non sono nate già grandi, ma sono diventate tali iniziando da piccole cose.
Un batter d’ali non annuncia la colomba. Il silenzio, soltanto quello, e la calma pace ti prenderanno in volo in cielo.
Voglio bene ai peccatori. Sono come me.
Chi eredita una cosa guasta e non fa nulla per emendarla non è forse costui altrettanto o più colpevole dei suoi predecessori che l’hanno provocata?
Credo che ascoltare non voglia solo dire accogliere parole, toni e suoni con attenzione ed amore, (anche se questo sarebbe già molto!) Ma udire la musica che si crea intimamente ed osservare con la vista interiore la strana danza colorata, che avviene combinando insieme le parole ascoltate dall’altro e le vibrazioni dei propri pensieri. Riconoscere tra quest’ultime vibrazioni quelle che giudicano opprimendo, difendono opponendo, distruggono assordando… e accarezzandole accompagnarle un po’ più in là per accudirle in un secondo momento. Trovare in quelle forme danzanti quelle più liquide e fluide perché ad esse da entrambi è affidata la missione della cura. Nell’ascolto c’è sempre un tentativo di comprensione e se questa comprensione avviene anche solo minimamente, le risposte conterranno un grosso potenziale di cura.
Per quanto grandi possano essere le stelle e per quanto insignificanti possiamo essere noi a loro confronto, se non ci fosse qualcuno ad ammirarle la loro esistenza non avrebbe comunque senso.
Tutte le grandi cose, non sono nate già grandi, ma sono diventate tali iniziando da piccole cose.
Un batter d’ali non annuncia la colomba. Il silenzio, soltanto quello, e la calma pace ti prenderanno in volo in cielo.
Voglio bene ai peccatori. Sono come me.
Chi eredita una cosa guasta e non fa nulla per emendarla non è forse costui altrettanto o più colpevole dei suoi predecessori che l’hanno provocata?
Credo che ascoltare non voglia solo dire accogliere parole, toni e suoni con attenzione ed amore, (anche se questo sarebbe già molto!) Ma udire la musica che si crea intimamente ed osservare con la vista interiore la strana danza colorata, che avviene combinando insieme le parole ascoltate dall’altro e le vibrazioni dei propri pensieri. Riconoscere tra quest’ultime vibrazioni quelle che giudicano opprimendo, difendono opponendo, distruggono assordando… e accarezzandole accompagnarle un po’ più in là per accudirle in un secondo momento. Trovare in quelle forme danzanti quelle più liquide e fluide perché ad esse da entrambi è affidata la missione della cura. Nell’ascolto c’è sempre un tentativo di comprensione e se questa comprensione avviene anche solo minimamente, le risposte conterranno un grosso potenziale di cura.