Alexander Mitscherlich – Frasi Sagge
Con la costante educazione ai pregiudizi la stupidità si può imparare.
Con la costante educazione ai pregiudizi la stupidità si può imparare.
Bisogna essere colorati e profumati per essere gradita presenza nel giardino della vita.
L’uomo deve salvare se stesso con i propri sforzi, nessuno può fare per lui quel ch’egli deve fare per se stesso.
La società di oggi è basata sul secchionesimo.Fanno veramente ridere quelle persone che ti giudicano e che ti offrono posti di lavoro vedendo i tuoi meriti scolastici ed universitari.Studiare dà cose positive ma anche cose negative. Tutti quelli che studiano prima o poi vanno a crearsi una mente chiusa e nevrotica con uno stesso sistema mentale usato anche nel porsi con gli altri e nel lavoro.Create tutti questi cervelloni che poi non riescono a capire nemmeno se stessi.La maggior parte di questi robot non hanno mai migliorato e non miglioreranno mai il mondo.Avete cattiveria fra individui nella società, avete ancora guerre, avete persone penose (molti anche laureati) che stranamente guadagnano tanto… avete anche crisi economiche.Gli umani sono troppo stupidi.Non esiste partire da qualcosa di sbagliato per poi creare qualcosa di giusto…
A volte vivere di ricordi, potrebbe essere l’unico modo per continuare a vivere. A volte levarsi un sassolino dalla scarpa, è molto più di un semplice fastidio. A volte una parola mai detta, vale più di cento urlate. A volte lavarsene le mani, fa sentire più sporco di chi non se le lava mai. A volte un filo sottile è più resistente di un cavo d’acciaio. A volte la fortuna bussa alla tua porta, l’unica volta in cui non sei in casa.
La ricerca della felicità è una falsa credenza causa di nevrosi. La felicità si può raggiungere senza attivarsi per farlo. Al contrario, si vive meglio proprio quando si è coinvolti in processi creativi e proiettati all’esterno.
Anche quello che ci può sembrare perfetto in realtà non lo è. Anche se abbiamo tutto, a volte sembra di essere spogli… e di aver bisogno sempre di altro, ma bisogna poi capire quale sia “l’altro” di cui abbiamo bisogno: quella è la cosa più difficile!