Euripide – Frasi Sagge
Tra i mortali è più saggio pensar due volte.
Tra i mortali è più saggio pensar due volte.
Domandatevi di una qualsiasi cosa, comportamento: è giusta o sbagliata? Poi chiedetevi il perché, ed il perché della risposta data al primo perché, e ancora se serve, fino ad arrivare alla seguente risposta o simile: non si sa cosa è sbagliato e cosa è giusto, non sappiamo tutto con certezza della vita, o ancor meno: Nulla.
Il cuore vede prima della mente.
Una volta ho sentito la discussione di due persone vicino a me. Una delle due prima era una persona a cui non piaceva studiare. schifava molto alcune materie universitarie, aveva tanti hobby… anche seri ed era abbastanza umile. Credeva di essere migliore perchè superava gli esami, diceva che studiava otto ore al giorno e le materie erano incominciate a piacergli. È il classico individuo bandiera al vento. Anch’io studio ore e ore per superare alcuni esami ma non mi autoconvinco che mi piacciano. Molti individui anche se superano gli esami e si atteggiano da forti rimangono poco seri e veramente molto deboli, infatti poi quando parlano con qualcuno maturo “stranamente” diventano piccoli. La forzatura a capire qualcosa, per quanto possa essere interessante e utile capire una certa cosa, non ti potrà mai far diventare una persona più seria soprattutto se perdi te stesso. Qui non voglio dire che studiare è una cosa negativa… Le persone escono da una fossa e si buttano in un’altra. Non sarebbe meglio non buttarsi in nessuna fogna?
Persino al buon gusto si addice un granello di torto.
Essere sensibile è un po’ come essere un attento ascoltatore di musica, che riesce a “sentirsi” addosso ogni vibrazione prodotta da essa, a distinguere ogni singola nota, a carpire l’intonazione se calante o crescente, ad individuare tra i tanti strumenti, la melodia scandita di quello più dolce o più triste. Essere sensibile vuol dire percepire le variazioni di tono della voce quando l’umore varia, proprio come se la voce fosse una musica dalle infinite sfumature cromatiche. Essere sensibile vuol dire notare ogni minimo dettaglio, ogni minimo cambiamento se pur insignificante, ogni silenzio, ogni rumore, ogni parola non detta, ogni emozione trattenuta ed inespressa. Essere sensibile vuol dire immedesimarsi in ogni circostanza, in ogni sofferenza, anche in un gattino abbandonato e sporco che implora pietà ad ogni passante. Chi è sensibile soffre, di un dolore muto e soffocante, per le sofferenze del mondo. Chi è sensibile piange in silenzio senza lacrime, per ogni lacrima versata e dileguata. Chi è sensibile, sente la musica del mondo, e trae la forza da ogni vibrazione eterna e senza fine, che ogni corda tesa risuona nel suo cuore. È musica, la musica dell’anima!
Non esistono né belle e né brutte favole, sono convinta che ognuno si merita il suo pari e non il suo contrario, per cui i principi incontreranno le loro principesse e le cenerentole continueranno a provare scarpette sperando di cambiare vita.