Silvana Stremiz – Sogno
A Volte i sogni muoiono quando non ne possono più.
A Volte i sogni muoiono quando non ne possono più.
Spesso crediamo di essere importanti nella vita di chi amiamo. Ne siamo convinti anche quando sbattiamo la testa contro l’amara realtà dell’indifferenza. Anche mentre ci avvolge il freddo della consapevolezza del niente. Ci crediamo per bisogno perché diversamente potrebbe fermarsi il respiro. Ma alla fine non è forse meglio sentire il respiro fermarsi che intossicarsi con il fumo di un’illusione?
C’è chi passa il proprio tempo a sognare, chi a tentare di realizzare il suo sogno. E poi ci sono io, che lo passo a raccogliere i cocci di quei sogni andati in frantumi.
Le parole dette spezzano sempre qualcosa.
Se anche non ci fosse Dio e tu ci credessi… è come fare un bel sogno.
A volte egoisticamente suoniamo alla “porta” di un amico per il piacere di sapere che tutto gli sta andando bene… e con il bisogno estremo di parlare, di essere ascoltati mentre la malinconia sta abbracciando la nostra anima con una morsa di freddo da toglierci il respiro. Nel mentre che parliamo sentiamo la sua distrazione come un pugno allo stomaco ed anche l’ultima illusione di un ascolto amicale si consuma, si spegne in un attimo. L’amicizia non può funzionare se è a senso unico, quando ad ascoltare è uno solo e a suonare il “campanello” della presenza è sempre la stessa persona. E se quella lacrima che sta scavando passa inosservata e graffi di parole distratte, circostanziali, arrivano come gelo al cuore, è arrivato il momento giusto per chiudere quella porta a chiave e andarcene senza voltarci a costo di farci male per poter stare bene.
Vorrei aver ascoltato la mia anima quando mi suggeriva di andarmene. Mi stava proteggendo.