Giorgio De Luca – Sogno
Eri tu la donna senza volto che sognavo.
Eri tu la donna senza volto che sognavo.
Un sogno felice è un desiderio realizzabile.
È l’ora più sacra, quella in cui il cielo si tinge di un solo colore e le stelle brillano come proiettili d’argento su una mantellata nera. Chissà quale sogno mi porterà la luna, stanotte. Una guerra da sventare. Un andaluso da domare. Un auto in corsa, sul ciglio del burrone. Un’ammucchiata di fate e di nani in amore. Tra crimini e sviolinate non ho scelta. Ogni volta che la tenebra scende, a me che sono semplice mortale non resta che chiudere gli occhi e permetterle di trasformarmi nel suo inerte pupazzo.
Non perdere la speranza perché forza di vita, non perdere i tuoi sogni e tienili stretti, difendili, perché sono la tua destinazione. Sorridi sempre anche nella difficoltà, perché ridere è la miglior medicina del mondo e non ha controindicazioni. E soprattutto ama: soffrirai, verrai tradito, ferito, fatto a pezzi, ma vivrai anche momenti e sensazioni indimenticabili. E un giorno sarà per sempre, lo so che arriverà, lo credo. Lo spero, lo sogno da una vita e non mollo, mai l’ho fatto e mai lo farò, perché sono vivo.
Il segreto è donare un ombrello a tutti i nostri sogni in modo che l’alba non li possa svegliare con le sue solite lacrime dedicate a una luna che se ne deve andare.
È arrivata l’ora di spegnere le stelle ed accendere i sogni.
Sei alla disperata ricerca di amori, ma non troverai un altro me.