Valeria Violetta Camboni – Speranza
Non vivo di sogni, né di speranza io vivo per provare a stare bene. Amo i gesti semplici, amo chi promette e poi mantiene e amo quelle piccole emozioni che mi suscitano le persone pulite.
Non vivo di sogni, né di speranza io vivo per provare a stare bene. Amo i gesti semplici, amo chi promette e poi mantiene e amo quelle piccole emozioni che mi suscitano le persone pulite.
Un nascondiglio perfetto, me stessa. Un posto dove nascondere le mie emozioni, i miei brividi, le mie paure. Un mondo sempre nuovo da scoprire dentro me. Una luce che si accende, che si spegne a ogni tuo passo, un passo così soave e suadente che dipinge in me nuove armonie, nuovi equilibri, nuovi squilibri. Questo è l’effetto che mi fai, luce e buio.
La sensibilità è una preghiera di speranza, recitata da un cuore lacerato dalla sofferenza.
Alcune volte mi piacerebbe solo avere un abbraccio, di quelli stretti, quelli calorosi, quelli che ti dicono “Ci sono io”! Alcune volte mi dico ma che senso ha essere forte? Tanto ci rimani male uguale! Avrei bisogno solo di un po’ di serenità!
Troppi sogni in mano e poche speranze nella testa.
Evito chi privo di speranze, prende il binario che lo conduce in quel luogo del “deraglio”. Evito chi infetta di negatività, se stesso e il prossimo. Evito chi non mi guarda negli occhi, chi crede che non si può ricominciare, chi pianta cattiverie e ne crea un giardino. Evito; perché ho la capacità di scegliere, ho la capacita di cambiare direzioni e percorrere senza esitazione la strada che nata sulla speranza e sull’ottimismo ha validi motivi per farmi sorridere, ha ottime prospettive di condurmi al domani.
Non tornare passato, per te non c’è più posto.