Ornella Iennaco – Stati d’Animo
Io non gli espressi mai il mio amore a parole, ma se gli sguardi hanno un linguaggio… il più grande idiota avrebbe capito che avevo perso la testa.
Io non gli espressi mai il mio amore a parole, ma se gli sguardi hanno un linguaggio… il più grande idiota avrebbe capito che avevo perso la testa.
“Sono sempre al fianco del mio prossimo”. Lo faccio spesso, per allontanarmi da me stesso!
La vita è come un immenso terreno coltivato, dove le erbacce della tristezza resistono bene alle intemperie, e i fiori della gioia non durano che poche settimane.
Nello stomaco di tutti galleggia un’ingiustizia che abbiamo subito e consideriamo inaccettabile.
Le cicatrici servono. Servono a ricordare che ci si può far male, che esistono i bastardi. Ma a volte siamo noi, l’unico “bastardo” che abbiamo davvero incontrato. L’unico in grado di farci del male davvero. Ci ricordano che vivere non è semplice, decidere non è semplice. Basta giocare una carta sbagliata e può finire una partita. Le cicatrici servono a renderci più forti e invulnerabili, a costruire muri invalicabili fra noi e il dolore, fra noi e il nostro cuore, fra noi e il mondo, fra noi e le bugie, fra noi e la verità, fra noi e la nostra anima. Le cicatrici sono bastarde, sanguinano all’improvviso e ci riportano indietro nel tempo “di quel dolore”, ma servono a farci crescere, a renderci impenetrabili ad altro dolore. A renderci abbastanza forti da non soffrire ancora.
Un “se” o “ma” da sole non hanno senso, ma se unite ad altre parole tirano fuori da dentro di te tutto il sentimento e il tormento di ciò che è stato.
Voglio uscire da questa gabbia-galera di questo sentimento che mi rende indifeso e prigioniero.