Michele Tommasini – Stati d’Animo
A volte mi domando se serve, se serve a qualcosa essere così, fare quello che faccio, essere come sono.
A volte mi domando se serve, se serve a qualcosa essere così, fare quello che faccio, essere come sono.
Cerca la meraviglia, ascolta il mare in una conchiglia.
Ho l’autunno in testa. Il cuore secco, i seni senza gemme. Dritta, a dar le spalle al mondo, ché davanti agli occhi voglio solo il cemento del muro che fa da ostacolo a tutti. E me ne sto con i colori caldi che sanno di terra e di radici troppo spesse per andar bene alle nuvole che stanno così in alto a librarsi tra l’ineffabile ed il futile e con i pezzi di cielo incastrati a dare il senso della sospensione. E me ne sto faccia al muro, in castigo per le colpe che mi fanno da drappo logoro, ma appiccicato come seconda pelle, come cucito con un’imbastitura rozza e di pessima sartoria.
Avrà sempre sete di emozioni che è arido nell’anima!
Inizia un nuovo giorno tra domande ed incognite. L’unica cosa certa è nascondere i tuoi tormenti dentro una maschera d’indifferenza. Guardami. Sorrido e mentre il mondo inizia a camminare, io vivo nel vuoto.
Se ti sei perso entra nel magico mondo di un bambino dove esiste solo il candore, l’innocenza, il linguaggio senza malizia. Entraci e, vedrai che ritroverai te stesso.
Mi piacciono le persone che parlano non che si nascondono. Mi piacciono quelle che ti guardano mentre lo fanno senza abbassare lo sguardo. Mi piacciono le parole dirette e chiare non quei rigiri di parole che danno solo l’impressione che tu voglia pararti il culo.