Mariella Buscemi – Stati d’Animo
È un cicaleccio di spie la mia notte, porta il segno dell’allarme.
È un cicaleccio di spie la mia notte, porta il segno dell’allarme.
Dai alla gente qualcosa per cui piangere e smetteranno di chiederti qualcosa per cui sorridere.
Scissioni elettive. Li chiamo così i frammenti che saltano in aria come mine vaganti, a rischio scoppio, da quel mio me centrale che avrebbe bisogno di interezza. Proiezioni. Salti funambolici tra il trapezio del Sé e l’isoscele dell’Io. Tonalità. Crome e diesis che mi urlano dentro in sinfonie distorte e stonate. E più mi urlo, mi urlano, più m’insonorizzo e più non mi do retta. Il “no” è la mia ottava nota musicale. Mi sbatto gli occhi in faccia. Mi allontano, di schiena. C’è chi si prende le misure; io mi prendo le distanze.
Una lacrima e un sorriso sono due elementi instabili che a contatto si trasformano in antimateria emozionale.
In ogni gioia c’è questo di splendido, che arriva immeritata e che non si può mai comperare.
E cosa siamo noi uomini se non occhi e sorrisi pieni di tenerezza, che si perdono, per poi ritrovarsi e perdersi di nuovo?
Adoro le sorprese, i sorrisi e la buona musica. Adoro stare in compagnia, ma spesso ho bisogno di starmene in disparte, sola immersa nel mio silenzio.