Francesco Galizzi – Stati d’Animo
Spesso non dico niente per paura di sembrare prepotente.
Spesso non dico niente per paura di sembrare prepotente.
Il pianto è semplicemente la materializzazione di emozioni.
La mia vita: l’inferno che mi hanno creato. Io: l’angelo che hanno ucciso.
Ci cerchiamo negli specchi e non ci riconosciamo senza le nostre maschere.
Non c’è condanna più forte per un uomo che prendere coscienza della propria follia.
Voglio camminare per strade che sento “mie” non importa se difficili, aridi, in salita. Non importa se silenziose e solitarie. Conta quello che io sento dentro, conta che sento di essere sulla strada giusta conta che dove sto per andare io mi senta a casa.
E poi capitava di pensare che doveva essere ormai tutto finito, che di un fragile primo amore non poteva esserti rimasto dentro altro che qualche piccolo frammento.Era così in effetti, ma bastava cercare qualche immagine in più custodita chissà dove nella memoria che il ricordo, da opaco e sbiadito, si faceva subito più lucido e luminoso.Bastava un’altra manciata di secondi perché i fiocchi di neve si fondessero col cielo stellato di una notte d’estate, i riccioli d’ebano con le ciocche dorate dalle dita calde del sole.In questo modo quella fenice cerulea e malinconica che è il ricordo tornava a splendere inaspettatamente ogni volta.