Fabio Privitera – Stati d’Animo
La sera, da una certa ora in poi, è così. Un po’ troppo vuota di me, mai abbastanza piena di te.
La sera, da una certa ora in poi, è così. Un po’ troppo vuota di me, mai abbastanza piena di te.
Sapete perché sorrido di fronte alla mediocrità di alcune persone? Perché i pilastri che ho nella mia vita sono ben saldi. Perché l’intelligenza è la prima cosa a guidarmi. Ho imparato a respirare e aspettare il momento più giusto per “ripagare”. Ho imparato a far morire di rabbia chi crepa di gelosia e invidia ignorando le loro “frustrate” provocazioni. Sono donna e me lo posso permettere. Sono madre e ne sono orgogliosa. Sono importante per chi devo, fastidiosa per chi ignoro. Sono viva soprattutto. Viva dentro e questo cambia tutto.
Non comprendo l’assurdo bisogno di etichettare tutto, rapporti, esseri umani, sentimenti, la necessità di ingabbiarli in anguste definizioni. Ho sempre amato tutto ciò che non abita nelle parole, non intendo l’indefinito, ma l’indefinibile.
A volte basta un pensiero per “sentirsi”.
Nonostante tutto il tempo passa, ma il dolore per lei rimane sempre lì, come se aspettasse un qualcosa che non arriverà mai.
Ho pensieri che bramano libertà: a volte evadono dalla galera della razionalità.
Sono poche le persone che capiranno qualcosa di te. Certo se non ti apri in pochi possono capire. Purtroppo però ho imparato che aprirsi e fidarsi non è sempre un bene, anzi spesso solo una delusione rimane. Allora ho imparato a lasciar spazio a quella parte di me che ragiona e a dosare meglio la mia emotività senza prendere il volo quando ancora non mi sono spuntate le ali.