Dody Antonelli – Stati d’Animo
Sopporto tanto, tollero tante cose, ma le prese per il culo proprio no. Quelle mi si strozzano in gola!
Sopporto tanto, tollero tante cose, ma le prese per il culo proprio no. Quelle mi si strozzano in gola!
Questo curioso vizio di etichettare ogni cosa, di perimetrare tutto in anguste definizioni, come fossero dei mattoncini lego da riporre ordinatamente negli scatoloni. La realtà è che tu puoi definire il dolore di un femore rotto, ma non quello di un’anima dilaniata, puoi descrivere l’euforia di un attimo, ma non la felicità di una vita, puoi delineare i contorni dell’affetto, ma non tratteggiare i limiti dell’amore, puoi rappresentare un ricordo, ma non il tormento che scatena, puoi ingabbiare un puma, ma non il suo desiderio di libertà.
Ci sono sguardi che esprimono molto più delle parole e silenzi che hanno la facoltà di farsi sentire molto più forte degli urli, alle volte non serve far sentire i rumori per far capire il cuore.
Ci si scassa le palle ad essere la “riserva” di qualcuno! Del resto anche quella prima o poi finisce e si rimane a piedi!
Girovagare senza una meta, stare in mezzo a tanta gente, cercare qualcosa che non si trova qui e forse in nessun posto, sentire nostalgia di qualcuno che non ha ne nome ne volto, cercare di non essere mancante… parlare, cantare, sorridere… e l’inquietudine che segna il viso e agita il cuore.
La gente neanche se lo immagina dietro al mio sorriso quante macerie mi porto nell’anima.
Io per prima ho bisogno di me, di quei tacchi alti e quell’anima nuda.