Mery Lucana – Stati d’Animo
Detesto quel momento in cui invio un messaggio ed attendo ansiosa più di prima una risposta.
Detesto quel momento in cui invio un messaggio ed attendo ansiosa più di prima una risposta.
Resti in silenzio di fronte a certi atteggiamenti. Resti immobile quando quello che ricevi è qualcosa che non meriti e ti ferisce. Resti deluso e impotente di fronte al fatto che non solo certi comportamenti avvengano, ma che chi li compie nemmeno se ne renda conto. Scegli il silenzio e la tua strada perché sai che è l’unico modo per andartene a testa alta. E l’unico modo per poter tornare un giorno e regalare lo stesso silenzio ma tu lo farai con il sorriso di chi adesso è davvero sereno e libero.
Ti guardi dentro e cerchi nel tuo cielo un altro cielo. Voli. Poi, ti fermi. Rifletti e ti scomponi pure. Un altro cielo nel tuo cielo. Caduta libera per sentire la forza di gravità. Ti estranei e, poi, rinvieni. Un cielo. Un altro cielo. Corri senza freno mentre le palpebre si bagnano d’ebbrezza. Corri quasi solo. Insegui quella comprensione, quella sensibilità, quella lealtà. Insegui. Pervieni quasi solo. Ti giri, ti rigiri, ancora giri. Stringi i denti mentre sta sopraggiungendo un sorriso. Un altro cielo nel tuo cielo.
Addirittura certe notti mi capitava di svegliarmi agitato e non riuscire più a riaddormentarmi. Avevo paura. Avevo paura, ma non sapevo di cosa. Semplicemente provavo una sensazione di paura senza conoscerne il motivo. Mi sentivo angosciato, pieno di ansie e mi ritrovavo sveglio. Sveglio cm se avessi dormito diverse ore. Desideravo soltanto un po’ di quiete. Nn chiedevo molto. Volevo solo stare bene. A volte mi succedeva anche durante la giornata, mentre ero seduto alla scrivania, o magari quando ero solo in macchina. Guidavo e mi veniva come da piangere, mi assaliva questa sensazione e non capivo cos’era. Non sapevo come gestirla, non aveva maniglie, non potevo afferrarla, controllarla, non c’era via d’uscita. Sentivo un peso sul torace e volevo uscire da me stesso, strappandomi la pelle di dosso, scappare! Qualcosa dentro di me era in disordine. Quando cercavo di capire, quando cercavo una spiegazione logica, non trovavo risposta.Razionalmente andava tutto bene. […] queste sensazioni di paura venivano anche di giorno, ma la notte… la notte mi schiacciavano la faccia contro il muro, e mi sembrava di essere preso in ostaggio.
La notte è l’alleata più preziosa della fantasia. Quando si vede poco, tutto il resto lo si può immaginare.
Chissà se sia meglio essere ciò che sembriamo o semplicemente, sembrare ciò che siamo.
Sono fiera di essere me stessa, introversa folle e un poco pure pazza. Ma! Non sono falsa, sono io e basta!