Edvania Paes – Stati d’Animo
Forze, mi sono allontanata un po’ troppo da me. Ecco perché non mi trovo.
Forze, mi sono allontanata un po’ troppo da me. Ecco perché non mi trovo.
Pessimismo cosmico.Più il cielo è stellato e più se ne contano angoli e spigoli.
Io vorrei semplicemente essere! Tutti noi non siamo, siamo altri, siamo ciò che la vita e la società ci impone di essere. Condizionati, costretti, imprigionati. Dobbiamo riuscire ad essere…
Non sono più randagia. Non punto più agli occhi, di faccia, di petto. Ho sbranato con le fauci spalancate, gli artigli acuminati, graffiato con la mia stessa pelle squamata, ora, l’ho cambiata, come un serpente, a sangue freddo, misto a caldo, misto a stanchezza. Mi hanno trapiantato il cuore di un animale, ma adesso, sono letargica. Sono rimasta di schiena, erotica e silente, curva di cuoio rosato e seducente.
Le lacrime sono una richiesta di aiuto verso l’universo.
Il mio medico mi ha prescritto la ginnastica dolce. Le ho chiesto se era meglio l’uso orale o topico e se era più efficace il miele o il cioccolato.
Capita a vent’anni di voler spaccare il mondo. E capita sempre a vent’anni di sentirsi un giorno molto, molto, molto inermi. Si capisce che anche per crescere bisogna pagare la vita con le proprie lacrime, lacrime diverse da quelle dei bambini, ma non meno cariche di fragilità, di quella paura che anche i grandi hanno. E un giorno forse si avrà la fortuna di riderne, come anche i grandi, e non solo i bambini, sanno fare.