Mattia Pompignoli – Stati d’Animo
Apro la finestra e ti sento, tedia e gracile, nel silenzio del muro bianco.
Apro la finestra e ti sento, tedia e gracile, nel silenzio del muro bianco.
E poi ti senti presa dalla paura e dello spazio a metà tra la luce ed il nulla.
A volte mi capita di scriverti e le parole diventano un nastro, un leggero nastro che si solleva per giungere fino a te e per un attimo, un solo attimo, questo ci unisce.
Sono materia temprata dalla realtà, plasmata dai sogni, ossidata dai rimpianti.
Razionale: non far male perchè è peccato, non far bene perché è sprecato.
Non pensare mai che sia troppo tardi per volteggiare con leggerezza fra nuvole di zucchero filato, né che l’età possa far arrancare il respiro dell’anima. Perché chi porta in sé il suo spirito bambino e la meraviglia ch’è racchiusa nel bocciolo del cuore, non sarà mai vecchio abbastanza per porsi quei limiti che strapperebbero al sentire la gioia di esprimersi.
Vorrei mangiare ancora un gelato, con la stessa voglia di quando ero un bimbo. E tornare indietro nella mia vita, che è sempre stata così malinconica, che la malinconia si è presa tutto. I miei occhi tristi, che hanno sempre disorientato. Si, vorrei essere ancora un bimbo per poter piantare un albero e vederlo crescere. E potermi dare tutte le risposte.