Analìa Scarpone – Stati d’Animo
Solo chi ha imparato a perdonare i propri errori vive nella serenità di un cielo pulito senza fare conti con i nuvoloni minacciosi dell’anima.
Solo chi ha imparato a perdonare i propri errori vive nella serenità di un cielo pulito senza fare conti con i nuvoloni minacciosi dell’anima.
Ci sono tante ferite nascoste nella nostra anima, che siano piccole o grandi, è a noi di decidere se guarirle o lasciarle sanguinare e procurarci dolore. Dobbiamo avere il coraggio di aprirle, farle sanguinare per l’ultima volta, e curarle con dolcezza e attenzione. Questo sarebbe possibile solo se abbiamo veramente voglia di guarirne e solo se abbiamo abbastanza amore per noi stessi, per la nostra anima al punto di dire basta con la sofferenza,, il passato è ormai passato ora vado avanti e continuo ad andare incontro ai miei sogni. Ritornerà la primavera.
Non credo ai “mi manchi”; Credo a chi dimostra di essermi accanto.
Uno straziante tormentodi un silenzio assordanteè colmo di ricordiche mai più nessunomi può riportare.
Il passato crea paura, il futuro crea paura, solo nel presente la paura non esiste, l’attimo presente è troppo breve per coesistere con la paura.
Il dispiacere è la tranquillità ricordata nell’emozione.
Mi annido nella tempesta. È così simile la mia voce allo schiantarsi della marea. Assale. Mi unisco alle fragilità del mondo, situandomi tra cocci e schegge, riversa tra le scaglie e le tessere dell’infinitamente piccolo. Il respiro si schiude come stoffe strappate oltre le cuciture che lasciano piovere, disobbedendo al sole e all’asciutto. Sfoggio la tristezza sulle onde che ripassano, dimentiche di acqua e del loro stesso movimento e ritornare verso l’alto è argento. Vivo. A malapena. Le risacche mi pèrdono. Il mio cuore ha messo in conto un perdòno silenzioso che non infastidirà nessuno. Con l’anima fuori misura, smisurata, addirittura. Mentre c’è chi cura la lontananza, io mi raccolgo e mi tengo vicina. Litri di bufera mi annegano. Mi ritiro nel mio ordine discreto.