Silvia Nelli – Stati d’Animo
Li chiamano rimorsi, ma io li chiamo: “occasioni perse” per questo scelgo di tentare, di rischiare e magari di soffrire.
Li chiamano rimorsi, ma io li chiamo: “occasioni perse” per questo scelgo di tentare, di rischiare e magari di soffrire.
La “miseria” dell’anima è più brutta della miseria delle tasche.
Non è stata la vita a deludermi, ma le persone che non ne fanno più parte.
Notti insonni, giorni sonnolenti, trascino un guscio scalfito che cela un’anima ansiosa di uscire e prendere il volo.
Ho confuso l’amore con una stupida illusione e l’amicizia con una frivola convenienza. Mentre mi lasciavo imbrogliare da loro io intanto nel mio “Io” amavo, volevo bene e rispettavo. Donavo sincerità e lealtà mentre dietro le spalle venivo pugnalata da bugie e falsità. Da allora sono cambiata! Credo poco a chi mi dice che ama, a chi mi dice “Ti sono amico” e fino a quando determinate parole non vengono dimostrate non dono la parte migliore di me ne la mia completezza.
Il pregiudizio è un vagabondo senza mezzi visibili di sostentamento.
Se quello che mi porta a disegnare è una sottile malattia morbosa, una piccola lesione, una devianza, uno strappo, desidero che ciò non trovi mai guarigione, anzi desidero considerare il disegnare come un lavoro, anche faticoso, di scavo, di confessione a volte anche dolorosa. È allo stesso tempo una fortuna umana, grandissima.