Claudia Marangoni – Stati d’Animo
C’è sempre un problema con le persone forti: si crede, sbagliando, che non abbiano mai bisogno di una mano, di un aiuto, di un abbraccio, di un “eccomi, sono qui per te”.
C’è sempre un problema con le persone forti: si crede, sbagliando, che non abbiano mai bisogno di una mano, di un aiuto, di un abbraccio, di un “eccomi, sono qui per te”.
Ci frega l’approdo. Ci frega considerare “le cose” immutabili come se incorressimo nel rischio di mostrarci fragili, incoerenti, qualora volessimo virare ad ogni giro di boa. L’immagine del rischio è una pietra che cade a picco sul mare, imprevisto ed improvviso e lo scorrere della mutevolezza l’essenza mentale che aleggia sopra. Non mi piace il fisso. Non mi piace il “sempre uguale a se stesso” perché c’è chi se lo aspetta. La mia testa e le mie emozioni corrono troppo veloci perché possano essere aspettate e non c’è un essere talmente sprezzante da farsi venire l’affanno per starci dietro.
Hai avuto tempo, possibilità e più di una volta sono stata comprensiva. Adesso se devo essere sincera l’unica cosa che mi viene di dire è: “mi hai fracassato i coglioni”! E siccome non me li hai fracassati in apparenza ma come dato di fatto non intendo più ascoltare, capire e tanto meno darti ulteriori possibilità. Credo che tu sia “autolesionista”! Ami farti del male lesionandoti la vita con stupide e assurde seghe mentali!
Guardarsi allo specchio e vedersi costantemente come “qualcosa da buttare”. Come quando apri l’armadio e la prima cosa che fai è buttare via vecchi maglioni che non piacciono più.
Il dolore e il piacere si alternano come la luce e l’ombra.
Nella prossima vita voglio rinascere minerale non prezioso, giacere millenni sotto un angolo di cielo, incurante del tempo che scorre, della gente che corre.
Adesso c’è soltanto il sentimento di un buio in cui stiamo sprofondando.