Raffaella Frese – Stati d’Animo
E poi cambi atteggiamento, verso la vita, verso le persone che ti circondano. Ma non è che sei cambiata, hai solo acquistato consapevolezza di tutto, hai aperto gli occhi ed hai agito di conseguenza.
E poi cambi atteggiamento, verso la vita, verso le persone che ti circondano. Ma non è che sei cambiata, hai solo acquistato consapevolezza di tutto, hai aperto gli occhi ed hai agito di conseguenza.
Non posso spiegare il perché di ogni cosa, anche se credo di essere sempre stato uno dei migliori nel provarci in continuazione. Non posso vedere aldilà del tempo, ma al mattino io non mi dimentico mai dei sogni che faccio. Non posso dominare lo spazio, ma il mio sguardo va sempre oltre l’orizzonte. Non posso volare perché non ho le ali, ma posso cadere senza farmi male. Posso fare tutto e niente. Io sono libero perché posso ancora scegliere di non esserlo.
La somma dei tormenti di un’anima è pari alla sua sensibilità.
Perché, ammettiamolo, sono le imprese impossibili quelle che desideriamo maggiormente.
A volte mi chiedo: ma sono io l’imperfetto o gli altri che sono perfetti?
La semplicità è la più grande sofisticatezza.
Riflettevo sul fatto che ci divertiamo un po’ troppo ad essere i Dottor Frankenstein della situazione. Ci teniamo più persone, facendo dell’abuso di numero e quantità, il suppletivo per sopperire alla scarsezza di qualità, per la nostra eterna indecisione, o per la passione sconsiderata per le scarpe che ci invita a calzare i nostri teneri piedini in più babbucce contemporaneamente. Ci teniamo il visino angelicato di uno, il saperci fare dell’altro, l’istinto animale dell’altro ancora, il sorriso del lattaio, la simpatia del fruttivendolo, le rime baciate del poeta. Il corpo di uno e l’intelligenza dell’altro ancora. Tanti pezzi di puzzle, tessere di un mosaico d’un quadro variopinto.