Silvana Stremiz – Stati d’Animo
Ad un certo punto impari a vivere anche senza “interrogare” il cuore.
Ad un certo punto impari a vivere anche senza “interrogare” il cuore.
Mi rendo conto che, a volte, mi illudo che vada tutto bene.
Se non ci sei mi manchi. Se ci sei mi manco io.
La mancanza sa essere molto più dolorosa dell’assenza che presuppone ci sia stata la presenza di qualcosa o qualcuno.
Ammiro le persone “comuni” ,sai, quelle che non hanno grandi cose materiali, che non frequentano posti lussuosi e non vestono abiti firmati. Ammiro queste persone perché quando mi guardano, non guardano cosa indosso, quanti gioielli ho e che lavoro faccio. Loro guardano il mio sguardo, il mio sorriso, assaporano la mia vivacità e godono della mia compagnia. Ammiro queste persone perché pur avendo meno di altre, portano dentro di se delle ricchezze enormi. Quelle ricchezze capaci di arricchire anche chi gode della loro compagnia, chi divide con esse il proprio tempo beneficiando di un arricchimento interiore che nessuna ricchezza materiale potrebbe comprare.
È bello essere nei pensieri di qualcuno, ma essere “il” suo pensiero è meravigliosamente indescrivibile.
Ho un oggetto al quale sono molto legato, qualche giorno fa mi è scivolato dalle mani e si è scheggiato. Con estrema cura l’ho riparato e riverniciato alla perfezione, tanto da farlo sembrare nuovo, quasi migliore all’apparenza, nessuno potrebbe accorgersi di nulla, ma il pensiero che si sia rotto, quello resta.