Silvana Stremiz – Stati d’Animo
Ad un certo punto impari a vivere anche senza “interrogare” il cuore.
Ad un certo punto impari a vivere anche senza “interrogare” il cuore.
I sentimenti non si nutrono di bocche che gridano e nemmeno di mani che feriscono, ma di rispetto reciproco.
C’è, spesso, nelle cose non dette, o tacitate, o rinviate, o semplicemente ignorate, o dimenticate, l’attimo che forse era lì, nell’aria, nella mente, nello sguardo, nel cuore, per essere accolto come quel vagito a lungo atteso, come quel fiore sbocciato a sorpresa in un deserto, come l’anelito di un pensiero più volte represso dalle contrarietà, come quell’occasione ormai chiusa silenziosa nel tempio del rimpianti senza fine!
Non mi piace creare rapporti “virtuali” perché ho sempre bisogno di occhi, di braccia, di carne e odori.
Per quanto sia difficile accettarlo, la realtà non è ciò che vedi, la realtà è ciò che ciascuno di noi vede. Nulla è reale se non ciò che ci fa star bene o male. Non c’è vita nella vita se stai soffrendo troppo. Non c’è morte nella morte se sei in pace. Il vuoto è pieno zeppo se ti spaventa e i fantasmi sono sempre esistiti se li hai temuti.
Negli occhi di alcune persone sembra quasi di provare le vertigini. Una caduta da un precipizio senza aver l’uso delle ali.
Io ci sono per te se tu ci sei per me, ma ci sono anche senza la certezza del tuo “esserci”.