Daniele De Patre – Stati d’Animo
Al sorriso delle labbra non credo più. Ora lo cerco solo negli occhi: loro non mentono mai!
Al sorriso delle labbra non credo più. Ora lo cerco solo negli occhi: loro non mentono mai!
Aspettando ho capito cosa voglio e cosa non voglio, ho scelto di stare bene, di vivere e di amare senza paura.Ho scelto di restare me stessa.
Un rumore ripetitivo si maschera di musica,ma il brindisi di cocktails di anime disvela la realtà:pagliacci! Almeno lo fossero clown i mortali!Si cuciono sorrisi, rincorrono le mode,si vestono da spose che stanno a divorziar.Credono nell’amicizia, ma non conoscono l’amico,si fanno maestri d’amore, ma seguono l’istinto.Il falso cuore: guardate che è solo un organo enon è il solo a tenerci in vita.Il cerchio.Basta, svegliamoci, fratelli:fuggiamo, creiamo, amiamo poichéil nostro prossimo è fuori che c’aspetta.Egli è il povero a cui sovente voltiamo le spalle:abbracciate l’assassino di vostro fratello e perdonatelo.”Se avessi li miliardi, darei lo milione alla genta bisognosa!”Eh, sì è proprio falsa la beneficenza!e noi? Noi dobbiamo strapparci di tutto,sposare la nostra Sorella Povertà.Quale meraviglia poterlo manifestare!È utopico fratelli! Impossibile amici,e pure assai ipocrita da me che temo gli sguardi,ma davvero l’animo mio palpita di questi ideali:necessito di quel palmo che strappi l’organopalpitante e che dia libero coraggio d’esprimer il Vero.Se rimanessimo dei bruchi,non avverrà mai la metamorfosi del volo!
Tutte le decisioni definitive sono prese in uno stato d’animo che non è destinato a durare.
Ho composto intere filosofie per dare risposta alle tante domande che mi pongo, e delle volte ho ricevuto anche risposte. Eppure molte paure mi rimangono, e altrettante domande. Oggi sono sola come ieri, e ancora mi domando cosa ci faccio io al mondo, e qual è il senso del mio essere qui, e dove andrò a finire dopo questa vita. L’esistenza a volte mi minaccia ed io cerco un rifugio, una protezione da quel senso di precarietà che è la mia vita. Per me ieri come di oggi è l’angoscia di fronte alla morte, e al’insicurezza che so di avere in me, il mio inizio e di non poter padroneggiare il mio destino. Il castello di vetro che mi sono costruita come una fortezza attorno a me è un involucro che mi protegge dal mondo esterno, dalle sofferenze e dal dolore. Però quando sento di poter far crollare quel vetro decodo di affrontare le mie paure e lasciarmi abbandonare dall’amore, quello che sa accarezzare, quello che sa comprendere l’anima e il cuore che dal gelo profondo si scioglie come neve al sole. Ora sono sola con me stessa, ma serena perché affronto attraverso i miei silenzi la mia esistenza.
Stanca di vedere un mondo che vede e vive sottosopra!
Il dubbio è quella molla che ci fa saltare dalla speranza alla certezza della verità.