Pietro De Bonis – Stati d’Animo
Mi immergo talmente tanto nei pensieri che a volte si spegne la sigaretta.
Mi immergo talmente tanto nei pensieri che a volte si spegne la sigaretta.
Se il mio scrivere fosse stato un interesse nel far successo avrei scritto “favole” ed invece il mio solo bisogno è sempre stato quello di esprimere il mio essere ogni mio stato d’animo ogni mia idea o pensiero ogni emozione e sentimento: spogliare l’anima, nuda, libera, nelle sue prigioni interiori.
Certa gente dovrebbe andare a giocare sui binari di un treno in corsa al posto di giocare con i sentimenti altrui.
Si scappi dalla mia profonda solitudine, ché il timore è che appesti chi mi posa una mano addosso, e si rifugga la mia poesia che porta ogni mia cellula a sanguinare, ed i rivoli fluiscano sotto ai piedi ed inondino i passi di chi s’avvicina. Scappo da chi mi allontana, ché il suo terrore non fa parte dei miei erotici giochi e da nessun dito mi farei tracciare iniziali sulla pelle, ma resterei firma anonima per anonimi occhi che s’apprestano, maldestri, a leggere testi incomprensibili.
Diciamo che non è vero, ma infondo tutti aspettiamo e speriamo in un messaggio, una visita, un ripensamento, che qualcuno si renda conto di aver commesso un mucchio di cazzate, che ci dicano che siamo le persone più importanti dell’universo. Tutti speriamo in qualcosa. E non lo so mica quanto ci faccia bene!
Arriva un momento in cui più che voglia di felicità, si desidera un po’ di tranquillità.
Perché la ferita più grande per un cuore innamorato è assistere con furiosamente serena rassegnazione alla prova evidente che la sua felicità ha un nome diverso dal tuo… un nome che sa tanto di bugia.