Agostino Degas – Stati d’Animo
Non esiste peggiore solitudine di quella vissuta in due.
Non esiste peggiore solitudine di quella vissuta in due.
E mi domando come posso fare a chiamare passato, ciò che è ancora presente.
Mi spiace per quelle persone che pensano di prendermi in giro, che farebbero qualsiasi cosa per mettermi in difficoltà ed in cattiva luce, peccato per loro, perché a me di cosa fanno, di cosa dicono e di cosa pensano, non me ne frega proprio niente.
Non sono fedele al passato. Non dimentico nulla, neanche un treno passato troppo in fretta, uno dei miei gatti scomparsi nel nulla, un ricamo floreale su gente senza istruzione ma che riesce a stupirti più di un intellettuale di professione. Siamo il risultato di un passato, è vero, ma rimanere aggrappati a qualcosa che è già stato può trasformarci in statue di sale.
Oggi no! Oggi non ci sto, con questa vita, non ci sto con me stessa. Non sopporto quella prepotenza del vivere d’oggi! Sono impotente al dover continuamente dimostrare sempre e a chiunque il mio valore, le mie capacità! Non desidero dimostrare ma solo essere! Desidero vivere nella pace interiore! Al mondo grido “Lasciatemi essere come sono, lasciatemi al mio profondo!” Ho vissuto nella più grave sofferenza, nei sogni infranti, di amori mancati e di abbandoni. Ora vivo per me e sogno ad occhi aperti un mondo migliore: altruista, generoso dove la fiducia è un valore immenso e il dialogo è crescita, e dove il cuore ed i sentimenti vincono sempre
Io non conosco queste sensazioni. Le intuisco ma non le capisco è tutto cosi sfuggente e affascinante. Sembra quello che non è ed è quello che non sembra.
Il venerdì, prima di sera, a volte mi stressa a tal punto da quasi odiarlo. Ma poi arriva quel tanto aspettato happy hour che mi salva e mi fa amarlo ancor di più.