Pablo Neruda – Stati d’Animo
Sono il disperato, la voce senza eco… colui che tutto ebbe, colui che tutto perse.
Sono il disperato, la voce senza eco… colui che tutto ebbe, colui che tutto perse.
In un attimo si può passare dai momenti brutti a quelli belli, quando c’è affetto l’orgoglio, che non ci fa fare il primo passo, è bene metterlo da parte!
Alzarsi la mattina pensando “questo è il giorno giusto, la incontrerò”. Uscire la sera dicendo “questa volta sarà diverso la troverò”. E tornare a casa con il solito amaro in bocca, la solita delusione. Uscire con lei sperando che quella, sia la volta buona. Convinti, di aver trovato la persona giusta. Come una partita a scacchi, fai le tue mosse, speri di averne intuito le sue. Ma ti accorgi che non va come avresti voluto, muovi avanti e in dietro i pezzi ma ormai la partita è in stallo. Ti chiudi in difesa, per non veder crollare torre, fante, cavallo e re. Torni a casa sconfitto, con un nuovo solco nel cuore, un nuovo squarcio. Un cuore pieno di cicatrici, un cuore che comincia a non aver più spazio per nuove ferite. “Questa è l’ultima volta che mi illudo”. Ma nulla è più crudele della speranza. Ti aiuta a rialzarti per poterti spingere nuovamente nel vuoto, con ancora più forza, da ancora più in alto.
È brutto perdere la normalità.Quando ho preso venticinque su trenta all’esame, scritto più orale, di chimica non mi sono sentito una persona migliore.È stato molto difficile ed era la seconda volta che lo provavo ma non mi sono sentito migliore o giusto.Mi sono sentito e mi sento normale.
Troppo odio in questo mondo, troppa invidia vedo scorrere ogni giorno, egoismo, superficialità, la vita è così bella e non sappiamo quanto durerà, allora perché sprecarla con questi sentimenti negativi quando ne abbiamo di così belli a disposizione.
Solo toccando il fondo si risale, ma quanto è sempre più faticoso risalire!
Non si adombra al variar del tempo l’uomo, che ha visto il suo sole sorgergli nel petto. Non cambia umore al soffiar della tempesta, è eterna la primavera che lo riguarda, e quant’anche l’occhio vagherà per le buie vie, egli troverà in se riparo e conforto al tepore del suo cuore.