Luigi Tenco – Stati d’Animo
Sono fuori di me e sto in pensiero perché non mi vedo tornare.
Sono fuori di me e sto in pensiero perché non mi vedo tornare.
Faccio opera di nascondimento e di diminuzione. Una matematica che mi sottrae, ripartendomi le logiche. Quando mi sono ritrovata a moltiplicare le basi della mia realtà per le altezze dei miei sogni e il risultato è stato dividermi per due, tra ciò che restava dell’infranto e ciò che mi lasciava definitivamente. Geometrie che perdevano la mia stessa figura su piani irregolari, e solidi a costruire palizzate insormontabili. Non mi piace chiedere. Non oso chiedere. Ricerco parole che mi facciano perimetro di protezione e recinti spinati per non far entrare più nessuno. Mi affronto a testa bassa come se mi giungessi da fuori e ci fosse da temere. Divento preda. Sono arma. Mi sarei salvata se non avessi sparato. Non è come penso. È come sento.
L’ipocrisia è una maschera burlesca, s’imprime sulla faccia inespressiva di chi è privo di cuore e di coscienza.
Ricordi ormai affondati nella memoria e seppelliti nel cuore…
La sensibilità è il verso più dolce dell’anima.
Non importa quanto si è stanchi alla fine di una giornata. Per dormire bene, è importante avere l’anima in pace.
In una solitudine dove il pensiero di un’assenza è sempre presente, non si è mai soli.