Ade Becci – Stati d’Animo
E poi ritorna quel passato prepotentemente…
E poi ritorna quel passato prepotentemente…
Appartengo ad un’antica stirpe di viaggiatori. Anche io, solitario, mi incammino. E in ogni luogo riconosco i volti dei miei avi; negli intricati disegni sulle cortecce degli alberi, nelle sagome imponenti dei monti. Ogni ruscello sussurra i loro nomi gloriosi, la loro empia voce nel vento segna il mio cammino. Un solo viso mi è estraneo, riflesso nelle calme acque in cui mi fermo a specchiarmi. Pare il volto di uno sconosciuto, odioso compagno. Eppure ero sicuro di essere partito solo. Senza meta vago inseguendo quel riflesso, vago nella speranza di scoprire, un giorno, a chi davvero appartiene quel volto che mi rifiuto di dire mio. Mi incammino, per i mille tramonti a che verranno alla ricerca di un’identità.
Spesso le armature più dure nascondono i cavalieri più nobili.
Ci sono cose che spesso non possiamo fare e di solito sono le più importanti.
Ho calpestato cose che non andavano calpestate, seppellito ricordi che non andavano dimenticati, trascurato dettagli che andavano curati. Pensavo di meritare di meglio, pensavo che il meglio dovesse ancora venire, e invece il meglio, lo avevo gettato via.
Ci vuole una vivida fantasia per poter volare!
Già, quando ti prende mica ci pensi che può far male poi, ti godi il momento, speri che sia per sempre e ami con tutto te stesso.