Valeria Merlotti – Stati d’Animo
A volte avrei voluto poter fermare il tempo in quegli attimi assoluti di felicità che, in cuor mio, sapevo non sarebbero più ritornati.
A volte avrei voluto poter fermare il tempo in quegli attimi assoluti di felicità che, in cuor mio, sapevo non sarebbero più ritornati.
Sono carne che esiste, vita che insiste, anima che non desiste.
La morte, che disonore! Diventare di colpo oggetto.
Diciamo che non è vero, ma infondo tutti aspettiamo e speriamo in un messaggio, una visita, un ripensamento, che qualcuno si renda conto di aver commesso un mucchio di cazzate, che ci dicano che siamo le persone più importanti dell’universo. Tutti speriamo in qualcosa. E non lo so mica quanto ci faccia bene!
Ci sono cose impossibili da spiegare. Ad esempio le emozioni.
Io amo la gente così, prodiga di consigli che non mette mai in pratica. Con la clac al seguito, altrimenti non sarebbe nessuno, attentissima alla vita degli altri, ma col pattume nel cuore. La amo perché, non puoi non amare chi ti suscita pena.
So come il mare degli occhi mi diventa grigio sotto il cielo della punizione e come la pelle si difende d’ebano davanti alle sferze roventi di un sole assassino, come il cuore gira lo sguardo difronte al tradimento e come le gambe mi cedano in segno di resa in risposta al tempo che si fa beffa dell’eternità, ma poi mi perdo quando il riflesso mi raffigura intera, ché tutto l’occhio non mi contiene ed il coraggio è piccolo davanti allo sgorbio significato della mia sintesi e frammentarmi è un attimo.