Marghy Ferrara – Tempi Moderni
Ormai, anche quando ti invitano a prendere un caffè, non sai mai se siano davvero interessati a te o se quel caffè sarà solo un pretesto per guardare tutto il tempo il display dello smartphone.
Ormai, anche quando ti invitano a prendere un caffè, non sai mai se siano davvero interessati a te o se quel caffè sarà solo un pretesto per guardare tutto il tempo il display dello smartphone.
Se vuoi entrare nelle mie grazie, cerca quantomeno di non portare altre disgrazie.
L’interpretazione delle felicità, è veicolata dai contesti che ci circondano che molto spesso sono fonte di pura illusione.
Spesso, guardando la gente, non mi è facile capire dove finisce la maschera e inizia la persona.
Tanti non sanno come usare il cervello, potrebbero benissimo venderlo per quanto è nuovo, mai usato, ancora nel suo imballo originale.
Ruota di scorta? No, grazie. Io sono la ruota che ti asfalta e ti lascia le impronte di pneumatico ben impresse sulla faccia, così la prossima volta ci pensi due volte prima di usarmi come ripiego.
Ripensando a un anno fa, so per certo che rifarei tutto, ma con più grinta e più carattere, senza compromessi. Io sono come sono e non mi cambierò mai, è il mio sorriso adesso che deve ritornare sul mio volto. È come un puzzle di 3000 pezzi, ci vuole pazienza nel riordinarli e a suddividerli per colore e forma, per poi intersecarli fra loro, ma per fare questo occorre molto tempo. Il tempo adesso non mi è molto amico, i miei pensieri si affollano nella testa e sembrano in confusione, attratti solo da un unico interesse, proprio quello a cui non dovrei pensare e mi fa star male. A poco servono le parole delle persone care, per cercare di aiutarmi a stare meglio, è da me che deve partire l’imput, me e solo me. Ci sono momenti in cui pecco di allegria apparente, altri di netta sofferenza, non è giusto ma è così, adesso. Vorrei essere come la fenice, morire e rinascere dalle proprie ceneri, più forte che mai.