Livia Cassemiro – Tempi Moderni
Fosse la consapevolezza una tesi di laurea, il mondo sarebbe ancora alla prima elementare.
Fosse la consapevolezza una tesi di laurea, il mondo sarebbe ancora alla prima elementare.
Non sarebbe meglio se il tempo impiegato a fotografare ogni singolo istante della propria vita fosse impiegato a viverlo? Mi rendo sempre più conto che con l’era digitale sia prioritario lo sfoggiare, far passare il concetto “io c’ero coglione e tu no, crepa!”, che godersi l’oggetto stesso della fotografia. E siamo sicuri che il resto del mondo sia davvero interessato a ciò che mostriamo? Che sensazioni vuol trasmettere la foto sfocata di un piatto di spaghetti allo scoglio? Non sarebbe meglio se avessimo meno immagini da mostrare e più brividi da ricordare, da condividere con una ristretta tribù? All’era dell’overdose da immagine si contrappone quella delle emozioni e credetemi, non c’è storia!
La più grande malattia è l’ipocrisia.
Non ho tempo di essere stanco perché se rallenti il passo, se ti volti per guardare il passato prima di fare qualcosa ci pensi allora sarà la fine, rimarrai sempre indietro.
Più realista, l’alchimista rumeno ha scelto di cercare il liquore invece dell’oro.
Una volta sorridere era normale. Oggi se lo fai sei scemo.
Ogni partita persa ci permette un nuovo orizzonte!