Nicolò Cavasin – Tempi Moderni
Il tempo non fugge mai così tardo quanto dalle mani delle donne.
Il tempo non fugge mai così tardo quanto dalle mani delle donne.
Sì, all’origine delle origini, molto prima delle chiacchiere accademiche, è il silenzio a celebrare la bellezza del racconto.
“Ma cosa vogliamo mettere a posto ed avere regole quando abbiamo destrutturato tutto! In televisione le giornaliste parlano di etica che non c’è più ed hanno abiti succinti invece che professionali camicette. Le suore cantano nei reality invece di riflettere in preghiera nei conventi. Una volta il potere non si toccava… se ne aveva soggezione. I padri di famiglia sono diventati gli amici dei figli. Non sono impazzito e non sono un retrogrado; era meglio prima? Assolutamente no! Io condanno solo questa voglia di essere eticamente perfetti e strutturati quando prima la si è condannata. E” una questione di coerenza.
Lo stato vende sigarette, la criminalità vende droga, i partiti vendono fumo.
Sto scrivendo dall’anno 2389: i grattacieli sono alti chilometri, ci si sposta col teletrasporto, sulla luna hanno appena inaugurato un parco divertimenti, c’è un Papa androide, le piante puzzano di plastica però la gentilezza è tornata di moda.
La mia generazione trovava eccitante leggere un’edizione della Divina Commedia con le illustrazioni del Doré. Adesso sui muri c’è scritto “culo basso bye bye”. Capisce che è un po’ diverso?
Uno degli effetti della globalizzazione è che nel 1271 marco polo decise di andare a rompere le palle ai cinesi e vi rimase per 17 anni. Ora sono anni che i cinesi hanno deciso di ricambiare quella visita ma, per eccesso di cortesia, stanno venendo in massa e tutto fa supporre che le palle ce le romperanno a vita.