Karl Kraus – Tempi Moderni
La base di tutta la vita sociale qui da noi è costituita dal presupposto che l’uomo non riflette.
La base di tutta la vita sociale qui da noi è costituita dal presupposto che l’uomo non riflette.
Dicono che la fuga dalla realtà verso mondi immaginari sia qualcosa di per se stesso patologico: in realtà è quello che sperimentiamo quando vediamo un qualsiasi film o leggiamo un qualsiasi libro, oppure quando sogniamo. In realtà è qualcosa di indispensabile alla salute mentale purché non si esageri. Di questi tempi vi sono invece patologie molto pericolose che non vengono prese neanche in considerazione come il rifugiarsi in una fantomatica “normalità” perché si è insicuri e si ha paura di essere quello che si è.
Più che a me, il trucco serve al mondo, che non sa più come nascondere lo schifo che contiene.
In un’era in cui l’apparenza è tutto, è davvero difficile essere se stessi.
Ormai siamo accecati dalla luce dei nostri smartphone, che abbiamo oscurato le nostre menti da tutto il bello che ci circonda.
Siamo nell’era in cui non sono più gli uomini a prostituirsi, ma le loro coscienze.
La durevole perseveranza preserva dal pericolo di sprofondare nelle comodità che spesso sono insidiose come le sabbie mobili, ove si affonda senza nemmeno accorgersene.