Gian Genta – Tempi Moderni
La cultura è come il seno al sole va esposta secondo certe regole.
La cultura è come il seno al sole va esposta secondo certe regole.
Non sarebbe meglio se il tempo impiegato a fotografare ogni singolo istante della propria vita fosse impiegato a viverlo? Mi rendo sempre più conto che con l’era digitale sia prioritario lo sfoggiare, far passare il concetto “io c’ero coglione e tu no, crepa!”, che godersi l’oggetto stesso della fotografia. E siamo sicuri che il resto del mondo sia davvero interessato a ciò che mostriamo? Che sensazioni vuol trasmettere la foto sfocata di un piatto di spaghetti allo scoglio? Non sarebbe meglio se avessimo meno immagini da mostrare e più brividi da ricordare, da condividere con una ristretta tribù? All’era dell’overdose da immagine si contrappone quella delle emozioni e credetemi, non c’è storia!
L’uomo come la natura, selvaggio, grezzo, duro, violento, malvagio. Solo, in tanto disordine ambientale non può fare a meno di comunicare al suo simile la propria disperazione.Da tutto ciò deriva l’ipocrisia dei sentimenti.
A cosa servono le emoticon? A far credere che fai ciò che scrivi.
Non capisco perché quando mi innamoro i miei più grandi valori di vita diventano i sette vizi capitali.
Tornare in patria e non sentirsi più a casa… non credo che ci sia niente di più sconcertante. È come una fitta nel cuore, per quanto ti sforzi solo il tempo potrà guarire.
Io non mi sento terreno, cioè quando osservo questo mondo è come se vedessi una grande recita fatta da crudeli attori.