Rossana Emaldi – Tristezza
La malinconia è sorella piccola della tristezza e la sorella grande della solitudine, un parentado poco invidiabile.
La malinconia è sorella piccola della tristezza e la sorella grande della solitudine, un parentado poco invidiabile.
Rincorrendo gli eventi non ci accorgiamo di velocizzare la vita.
Dolore chiama dolore. È l’unico codice che entra a far parte del soliloquio che imbastiamo con noi stessi; il cuore è schizofrenico, si spacca in due tra il male che ci ha causato il nostro grande amore ed il male che perpetuiamo a nostre spese da soli per trovare continuità di senso e parola e sentirci ancora vicini nel paradosso. Il nostro grande amore, quello che ci ha lasciato, ma resterà dentro per sempre, lì sulla soglia della porta delle emozioni più belle, appoggiato allo stipite del desiderio, un piede all’inferno, l’altro in paradiso.
Il domani è come una porta chiusa, non si sa mai cosa c’è dietro.
La solitudine è la mancanza di avere accanto una persona che ti ama con tutta l’anima.
Ho talmente cercato di capire gli altri, che ho smesso alla fine di capire me stessa. I miei sogni, i miei desideri, non so più dove siano finiti. Forse negli occhi di chi ho amato e ora non c’è più o non fa più parte della mia vita. È triste sentire i propri occhi spenti, è triste non sentire più se stessi.
Chi è davvero triste e si ubriaca di alcool, il giorno dopo la sbronza è più infelice di prima.