Lailly Daolio – Tristezza
E quando una persona diviene tristezza per più persone, dovrebbe iniziare a porsi seriamente delle domande.
E quando una persona diviene tristezza per più persone, dovrebbe iniziare a porsi seriamente delle domande.
Passiam gran parte della vita a sognare e rincorrere qualcosa per poi fallire miseramente…
Che stupido che sei Cuore mio, Batti per chi ti fa sanguinare incessantemente.
Fingere che va tutto bene, convincerti di questo, ma dentro sentirti morire.
Lasciami! Lasciami! Io son troppo puro per te, non mi toccare! Non era proprio ora divenuto perfetto il mio mondo? La mia pelle è troppo pura per le tue mani! Lasciami! Stupido, balordo ottuso d’un giorno. Non è la mezzanotte più chiara? I signori della terra devono essere i più puri, i più sconosciuti, i più forti, le anime di mezzanotte sono più chiare e profonde di qualunque giorno. O giorno, tu brancichi verso di me! Cerchi a tastoni la mia felicità. Son per te ricco, solitario, un tesoro solitario, una camera dei forzieri? O mondo, tu vuoi me? Son io per te montano? Son per te spirituale? Son per te divino? Ma giorno e mondo, voi siete troppo goffi, abbiate mani più accorte, tendetele verso una più profonda felicità, verso una più profonda infelicità, tendetele verso qualche Dio. Non tendetele verso di me. La mia infelicità, la mia felicità, è profonda, o giorno bizzarro. Ma io non sono un Dio, non l’inferno di un Dio, profondo è il suo dolore.
Il grande amore sfida l’impossibile per raggiungere l’irraggiungibile.
Come sempre la notte mi appartiene e nel rifugio di angoli di ombre mi nascondo.