Gerardo Migliaccio – Uomini & Donne
Le belle preferiscono farsi accompagnare da uomini che hanno il portafoglio zeppo e pieno di soldi, mentre le puttane vanno con tutti, chi delle due è più pura?
Le belle preferiscono farsi accompagnare da uomini che hanno il portafoglio zeppo e pieno di soldi, mentre le puttane vanno con tutti, chi delle due è più pura?
Gli uomini sono come i libri, spesso la bellezza della loro copertina è inversamente proporzionale al loro contenuto, ma dalla vetrina dell’immensa libreria che è la vita non capisci la fregatura; quella si svela pian piano mentre lo leggi, e quando ti accorgi che stai perdendo il tuo tempo spesso è troppo tardi per rimediare. L’unica salvezza è trovare il lato comico della cosa. La bellezza salverà il mondo, ma solo l’ironia può salvare l’uomo.
“Oh, Ciara, cosa c’è che non va?””Niente””Qualcosa dev’essere successo””Sto bene, ti dico.””Come vuoi, ma se c’è qualcosa che non va puoi parlarmene, lo sai.”
Non c’era bisogno di chiedergli perché fosse lì. Era certa, come fosse lui stesso a dirglielo, che era lì per essere dov’era lei.
D’istinto alzai gli occhi. Lei era lì, bella ed inafferrabile. Incontrai il suo sguardo e le stelle cominciarono a scendere accanto a me. In silenzio, mille parole furono dette ed i cuori si ascoltarono. Lentamente mi avvicinai a lei, accorgendomi che stavo lasciando dietro tutto il mio mondo. Dimenticando, tutto ciò che era stato. Le fui vicino, ed i suoi occhi erano di cielo. Le dissi: “ciao, sono un narratore italiano”.
Il valore di un uomo si misura dalle poche cose che crea, non dai molti beni che accumula.
Fu adunque già in Arezzo un ricco uomo, il qual fu Tofano nominato. A costui fu data per moglie una bellissima donna, il cui nome fu monna Ghita, della quale egli senza saper perché prestamente divenne geloso, di che la donna avvedendosi prese sdegno; e più volte avendolo della cagione della sua gelosia addomandato né egli alcuna avendone saputa assegnare se non cotali generali e cattive, cadde nell’animo della donna di farlo morire del male del quale senza cagione aveva paura.