Andrea Asaro – Uomini & Donne
Lei: Si sentiva al sicuro, protetta, a “Casa”.Lui: Ogni volta che la sentiva, i suoi occhi “Vivevano”.
Lei: Si sentiva al sicuro, protetta, a “Casa”.Lui: Ogni volta che la sentiva, i suoi occhi “Vivevano”.
“Tu sei mia”, “io sono tuo”. Pronomi e aggettivi (p)ossessivi nella grammatica sentimentale sono da penna rossa. Da sempre li identifico con il potere di fatto su una cosa. Una cosa, comprendi? Temo chi crede di poter possedere un altro essere umano, anche perché due entità corrono più rapidamente se libere nella stessa direzione, anziché una legata all’altra da reciproche catene.
Ci vogliono “attributi” per amare le donne segnate dal passato, quelle dal carattere forte ma dal cuore troppo buono malgrado tutto. Ci vuole tantissimo amore per guarire le ferite, le delusioni e soprattutto servono tante dimostrazioni, di chiacchiere certe donne non sanno cosa farsene. Sono troppo mature, troppo vissute che non credono più a quello che sentono, ma a quello che sei disposto a fare per loro.
Quando non ti vogliono, ti usano senza che nemmeno te ne accorgi e poi te lo fanno capire senza pietà dicendo semplicemente: Non sei la donna per me.
Amo le donne quando tacciono e alle volte neanche questo basta.
Ho ho avuto una trentina di relazioni nella mia vita, qualcuna la porto ancora in tasca, altre le ho perse distrattamente lungo il viaggio. Poi mi sono imbattuto in lei, di un’ingenua bellezza, imperfettamente sublime, che profumava di me. A quel punto della mia esistenza realizzai che avrei voluto vivere una trentina di vite per un’unica fiaba con lei.
Mi disse: io ti ho amata e in quel momento il mio cuore si fermo per ancora una volta stavo morendo di lui.