Eli Dodaj – Uomini & Donne
Il corpo di una donna dev’essere un trofeo dato solo a un unico vincitore, non un premio di consolazione dato a tutti i partecipanti.
Il corpo di una donna dev’essere un trofeo dato solo a un unico vincitore, non un premio di consolazione dato a tutti i partecipanti.
Nella sua prima passione la donna ama il suo amante, in tutte le altre ciò che ama è il suo amore.
Basta. Basta. Ogni giorno sempre la stessa storia. Trame diverse, orrore uguale. Donne picchiate a sangue. Donne torturate a morte. Uccise da chi credevano le amasse. Basta con questo orrore. Con questi pianti di famiglie che non troveranno mai pace. Basta al femminicidio. Non ho pietà per quelli che dicono di amare e poi uccidono. Non comprendo e non comprenderò mai quelli che spargono dolore senza un apparente motivo. Forse ci sarà gelosia, momenti di rabbia. Ma niente può giustificare la morte di qualcuno. Nessuno può togliere la vita ad un altro essere umano. Nessuno specialmente l’amore.
Non chiedere l’impossibile ad una donna, è capace di dartelo.
Perché noi donne sappiamo essere quell’attimo sfuggente che vi scompiglia la mente.
Si era convinto che le donne sono depositarie di una sapienza terapeutica notevolmente superiore a quella degli umini, sulla base di una semplice considerazione, vale a dire che le donne da tempo immemorabile si sono dedicate alla cura dei figli e, siccome tenevano alla loro sopravvivenza più che alla propria stessa vita, avevano elaborato rimedi di cui avevano con certezza sperimentato l’efficacia. In altri termini, a loro non interessava da cosa fosse generata la malattia, da quali squilibri o squilibri di umori ed elementi derivasse, a loro interessava una cosa sola: che non uccidesse i loro figli e quindi combatterla con rimedi validi.
Gli uomini sopra i quarant’anni non sono adatti a giudicare un libro scritto in uno spirito nuovo.