Elia Trabalza – Verità e Menzogna
La bugia più grande? Dirsi felice!
La bugia più grande? Dirsi felice!
Tu che preferisti inabissarti nella morte oscura, oh re potente, nel silenzio delle note, cosa hai visto alla fine della strada?Se non era mio destino vivere e crescere con i talenti del mio cuore, da dire che la vita è una chimera (solo per alcuni), perché tanto odio e ostilità nell’impadronirsi di quella altrui, dagli apostoli viaggiatori, con le navi in agguato intorno alla terra, e dai santi la cui furia sconquassa le fondamenta del mondo? Perché l’ostilità per un semplice effetto, se la causa la cominciano sempre i servi del Serpente? Il padre copre il suo messaggero, ma il cuore di belva non vede i propri errori, solo la sua sopravvivenza e riproduzione, sempre alla ricerca di apparenze e di nascite, nella notte dello spazio, depredando civiltà, con la bibbia in una mano e la sega elettrica nell’altra. Annegati nella conquista, conversione e annientamento di Mondi, seguendo il percorso facile e sbrigativo, per instaurare il futuro-illusione ci si rinchiude nella prigione del regno che non c’è.
Il problema della storia dell’uomo è che non porta da nessuna parte se non verso la morte sicura dell’individuo, e questa è una cosa brutta e monotona, una semplice questione di nettezza urbana.
I vigliacchi usano la menzogna per dissipare il proprio senso d’inferiorità verso chiunque, credendo così di fare bella figura, mentre in realtà finiscono per contornarsi di opportunisti, ruffiani e invidiosi che hanno tutto da guadagnare dalle loro idiozie.
Chi non sa dire la verità sarà sempre prigioniero di se stesso.
Potrai provare a nasconderti dietro mille volti, ma non potrai mai nascondere ciò che realmente sei.
Saper mentire serve a essere considerati più buoni.Mi chiedo come mai la sincerità è considerata sinonimo di “stronzaggine”