Roberto Gervaso – Verità e Menzogna
L’italiano comincia a battersi per una causa solo quand’è certo che che non sarà perduta.
L’italiano comincia a battersi per una causa solo quand’è certo che che non sarà perduta.
Il sole raggiunge qualsiasi coglione, mentre ci vuole coraggio a farsi bagnare dalla pioggia.
A certa gente dico: non sfidatemi con il vostro orgoglio, e malafede, perché in questi casi l’indifferenza sarà da parte mia amara e acerba.
Tu che preferisti inabissarti nella morte oscura, oh re potente, nel silenzio delle note, cosa hai visto alla fine della strada?Se non era mio destino vivere e crescere con i talenti del mio cuore, da dire che la vita è una chimera (solo per alcuni), perché tanto odio e ostilità nell’impadronirsi di quella altrui, dagli apostoli viaggiatori, con le navi in agguato intorno alla terra, e dai santi la cui furia sconquassa le fondamenta del mondo? Perché l’ostilità per un semplice effetto, se la causa la cominciano sempre i servi del Serpente? Il padre copre il suo messaggero, ma il cuore di belva non vede i propri errori, solo la sua sopravvivenza e riproduzione, sempre alla ricerca di apparenze e di nascite, nella notte dello spazio, depredando civiltà, con la bibbia in una mano e la sega elettrica nell’altra. Annegati nella conquista, conversione e annientamento di Mondi, seguendo il percorso facile e sbrigativo, per instaurare il futuro-illusione ci si rinchiude nella prigione del regno che non c’è.
Sono le tre. Le tre è sempre troppo tardi o troppo presto per quello che si vuole fare. È la più stramba ora del pomeriggio.
Non ho mai chiesto tempo ne pietà e non ne chiederò mai ho chiesto verità qualunque essa sia ma il mondo sembra conoscere troppo spesso solo mielose bugie.
Ci sono tempeste anche dentro di noi, perché ognuno combatte contro le avversità che incontra nella vita. Ma ci sono tempeste che ci portiamo dentro che non si sconfiggono, e sono quelle di sapere d’essere falsi, il saper di non essere quello che mostriamo.