Rosa Di Lernia – Vita
Il mondo è di tutti, ma non tutti sanno starci: c’è chi si stringe per far posto ad altri, c’è chi spinge per crearsi più spazio.
Il mondo è di tutti, ma non tutti sanno starci: c’è chi si stringe per far posto ad altri, c’è chi spinge per crearsi più spazio.
Non è tanto difficile la vita quanto il mondo e chi lo popola. Troppi pochi cuori che accolgono e tanti cuori di pietra da schivare.
Godiamoci la vita intensamente non soltanto con moderazione ma con la consapevolezza della bontà di quel momento perché la vita è una grande avventura, bevendo fino in fondo anche dall’amaro calice del dolore perché non vada persa nemmeno una goccia di vita altrimenti non serve a nulla vivere a lungo se poi non si ha vissuto con la gioia nel cuore ogni singolo istante. Ritrovaci negli anni a guardarci indietro senza rimpianti, ma essendo felici di quello che abbiamo fatto, vivere ogni piccolo istante con passione. Per me ha questo significato il tempo che passa.
Non ho potuto sorreggertiquando ti sollevavi sulle punteper afferrare la vitaormai sospesa nel vuotoCade il tuo futurorompendosi in piccole scheggeed in questo silenzio di terranon resta che un bacio di pietrabacio di pietraNon ho potuto sorreggertiquando ti sollevavi sulle punteper afferrare la vitaormai sospesa nel vuotoCade dall’alto il tuo futurorompendosi in piccole scheggeEd in questo silenzio di terranon resta che un bacio di pietra.Bacio di pietraNon ho potuto sorreggertiquando ti sollevavi sulle punteper afferrare la vitaormai sospesa nel vuotoCade dall’alto il tuo futurorompendosi in piccole scheggeEd in questo silenzio di terranon resta che un bacio di pietra.
Qualsiasi sia il dolore, il tempo lo attenuerà, qualsiasi nostalgia il tempo la placherà, qualsiasi gioia il tempo la farà rivivere come un ricordo, qualsiasi cattiveria si riceverà il tempo ci risarcirà. È questa la vita, nel bene e nel male, e solo il tempo potrà rispondere ai nostri perché, alle nostre lacrime, ai nostri sorrisi.
La nostra vita era ormai diventata un viaggio senza fine, non avevamo più una casa o forse ne avevamo solo troppe; eravamo diventati i padroni della terra come il sole lo era diventato del cielo.Le lunghe giornate che sembrava potessero portare monotonia ci portavano invece sempre qualcosa da vivere, qualcosa di nuovo;Avevamo sempre fame di cose nuove e questa fame parlava di sensazioni lontane che ci avrebbero forse un giorno riportato a casa, nel nostro piccolo dove abitavamo solo noi e potevamo urlare sogni e motti che nessuno oltre a noi avrebbe potuto sentire.
La vita è un dono e come tutti i doni va accettata e non compresa… anche se la possibilità di cercare si accompagna alla necessità di cercare.