Roberto Felicetti – Vita
Osservo spesso il tronco contorto degli ulivi più vecchi, esso è lo specchio delle ferite che lo scorrere del tempo lascia sui nostri corpi.
Osservo spesso il tronco contorto degli ulivi più vecchi, esso è lo specchio delle ferite che lo scorrere del tempo lascia sui nostri corpi.
Fiumi azzuri e colline praterie, dove corrono dolcissime le mie malinconie.
E me la godo questa vita un po’ carognaMe la godo anche se è bugiarda e un po’ ti inganna,perché è l’unica che avrò, è l’unica che respirerò.E se domani riderò o piangerò, non ha importanza, avrò vissuto di speranza.
I genitori che si aspettano riconoscenza dai figli (e ce ne sono che addirittura la pretendono) sono come quegli usurai che rischiano volentieri il capitale per incassare gli interessi.
La dolcezza e la tenerezza sono le vere certezze della vita, intrise dalla bellezza, strette insieme abbracciano l’amore.
Mugolii e rimproveri avvicinano il corpo alla mente e si schiudono ogni tanto, quando ne hanno tempo e voglia. Steli sottili di un verde che agogna l’indiviso, sopportano la più grande delle intemperie: la noia. Guazzabuglio incontrastato deturpa i lineamenti di visi una volta sorridenti: si faccia della vita quel che si vuole, nessuno è responsabile per sé stesso.
L’emozione delle prime volte ti scava dentro e lì rimane in eterno. La prima volta è sempre l’ultima.