Dante Castellani – Vita
Siamo quell’incredibile miracolo di stupidità e saggezza, che la ragione imprigiona, nel favoloso mondo della solitudine.
Siamo quell’incredibile miracolo di stupidità e saggezza, che la ragione imprigiona, nel favoloso mondo della solitudine.
Il non Amore, è il vuoto che si espande.
Non è un semplice manifestarsi in chi osa indossare il verbo del ribelle, ma un’Essere consapevolmente presente.
La vera casa non è fatta di tegole, porte o mattoni. La vera casa è nel cuore di quelle persone che ci fanno sentire al sicuro.
Buffo l’aspetto di chi, ferito nell’animo, escogita il modo per far nascere un aspro senso di colpa nell’animo dell’artefice del fatto doloroso. Buffo perché nonostante si proclami un persona dal cuore grande… tanto buona da passar per “fessa” vuol porre rimedio al male, con altro male inutile e meschino! Forse riceverà attenzione, ma non certo compassione e amore.
Il mio pensiero del giorno siete voi!Voi che soffrite!Voi che sperate!Voi che vivete le vostre delusioni!Voi che spesso cercate di trasmettere la Vostra sofferenza e vi ritrovate davanti ad un muro!Voi che vorreste vivere nel passato, per dimenticare il presente!Voi che Vi scontrate, ogni attimo della Vostra vita con una realtà, che non e più la Vostra!Voi che lottate senza tregua, per uscire dal labirinto che si è impossessato della Vostra vita!Voi che riuscite a gioire davanti a delle piccole cose che, l’occhio di chi vi passa accanto neanche riesce a percepirle!Voi che avete riscoperto di avere un cuore!Voi che lo avete dimenticato!Voi che vi battete, stringendo i pugni, fino a far entrare le unghie nelle Vostre mani e farle sanguinare!Voi che amate!Voi che odiate!Voi siete voi!Un insieme di elementi che formano la Vostra grandezza!Chi più di Voi si aggrappa alla vita?Chi più di Voi cerca disperatamente la pace?Nessuno!È questo che vi rende immortali dentro!
Era lì, sul campanile di quella chiesa, con la testa reclinata sul petto, sotto la pioggia che batteva incessantemente sul muro, completamente vestito di nero. Sembrava l’incarnazione della Sconfitta.