Alessandro Di Pinto – Frasi d’Amore
Quando t’innamori, l’ultima parola spetta sempre al cuore, la mente dovrebbe saperlo…
Quando t’innamori, l’ultima parola spetta sempre al cuore, la mente dovrebbe saperlo…
Ascolta me, non umiliarti mai, non implorare mai. L’amore se c’è si dimostra spontaneo.
È il soffrire per amore che rende fragili quindi sensibili, perciò speciali.
Ti ho inviato i miei sentimenti in un file compresso, la password era semplice, la password era facile, la password era quanto noi due ci siamo amati, quanto noi due ci siamo scritti baciati abbracciati arrotolati scaldati parlati visti emozionati insultati guardati sentiti toccati annusati assaporati orientati nel cuore rivisti riabbracciati. Senza limite senza forme senza orizzonte.Perché ti ho sempre amata. Ti ho sempre in mente. Ti ho sempre. Ti ho.Fisicamente; se non fisicamente, mentalmente; se non mentalmente in quel posto senza confini dove si plasma la materia dove lo spazio e il tempo non sono cosi amici e litigano come dei dannati, dove le emozioni prima o poi esplodono e creano scintille, creano scintille che vanno dappertutto e ci cadono addosso come comete, come stelle. E non saprei dirti, non saprei comunicarti, scandirti, verbalizzarti, tutto quel che sento dentro, nel sentimento, in un momento.Certe parole non sono all’altezza di certi abissi.
Non saprai mai se aver taciuto un amore sia stata una cosa giusta.
Ho vissuto diverse tipologie di attese: l’attesa di un viaggio, l’attesa di un arrivo, l’attesa di un lavoro, l’attesa di un addio. Ma c’è un aspettazione che non eguali, perché suscita nel profondo della mia anima tempeste di mistiche emozioni, dove il cuore accelera i suoi battiti e un formicolio serpeggia sulla pelle. È un indugio fatti di immagini, di ricordi, di magia; attenderti, aspettare di rivederti è un miscuglio di dolce dolore, di piacevole ansia, dove i sentimenti guidano i miei pensieri e i desideri il mio corpo! T’amo nell’attesa, come t’amo nell’assenza, come t’amo in tua presenza!
In amore, non c’è disastro più spaventoso che la morte dell’immaginazione.