Lailly Daolio – Vita
Io mi cibo di menti strane, cuori vissuti e di anime diverse. Non mi piacciono gli esseri normali, quelli li trovi ovunque.
Io mi cibo di menti strane, cuori vissuti e di anime diverse. Non mi piacciono gli esseri normali, quelli li trovi ovunque.
Quando l’ispirazione diviene un’esigenza, significa per me che il Dolore e le Paure hanno fatto il loro corso e la loro voglia di emergere mi fa felice. La mia Anima ha finalmente trovato la Cura.
Spesso l’armonia della vita si trasforma in un insopportabile frastuono per chi sente i passi delle formiche.
Ho finto di perdere le chiavi, con atto di coraggio, per una manciata di libertà di tempo.
La vita cambia, cambia le intenzione, cambia la prospettiva, cambia le circostanze e nessuno sa come riesce a cambiare noi, forse perché non si cambia per tutto quello che ci succede ma da come un uomo trasforma ciò che gli accade.
Se c’è una cosa che la vita mi ha insegnato è la tolleranza. Non intesa come accettazione di tutto ma come consapevolezza delle diversità fra individui. Quelle diversità che fanno di ognuno di noi un essere unico e insostituibile. Tolleranza verso un modo di parlare non perfetto, un modo di agire non sempre coerente e rispettoso. C’è una cosa che insegna più di altre a capire l’eccezionalità di questo vivere: il dolore. Perché niente cambia le prospettive e ridimensiona l’ego come un dolore, una perdita o una sconfitta. Perché la tolleranza nasce quando l’ego riprende la giusta dimensione e diventa salvaguardia di sé stessi e non prevaricazione.
L’importante è cantare, ma non belare.