Claudio Visconti De Padua – Vita
Graffiano l’anima le carezze tramutate in cicatrici.
Graffiano l’anima le carezze tramutate in cicatrici.
Siamo così indaffarati a ricercare quello che ci manca, che non riusciamo a vedere e apprezzare ciò che abbiamo.
Siamo cresciuti mentre ci dicevano che il mondo si stava inquinando. E che era necessario fare qualcosa al più presto. Questo ha generato in noi un bisogno, una necessità che se anche non riusciamo a portare a termine e anche quando tutto sembrerà perduto, possiamo comunque fare qualcosa, possiamo insegnare i nostri errori e dire quello che è giusto, senza aver paura di essere giudicati.
La vita è come un viaggio in moto: ci sei tu, la tua moto, il paesaggio con la natura attorno a te di cui anche tu stesso fai parte e la strada che stai percorrendo che è davanti a te lunga ed interminabile. Non puoi sapere dove e quando finirà né dove ti porterà, non puoi sapere se durante questo viaggio incontrerai pericoli o insidie da affrontare, l’unica cosa certa che sai è che bisogna andare avanti, devi continuare il viaggio e se si presenteranno difficoltà bisogna farsi coraggio e lottare con tutte le forze per vincere, o almeno provarci. Insomma qualunque sia l’ostacolo che troverai sulla tua strada, devi sempre farti coraggio e andare avanti sempre col sorriso e a testa alta. Non bisogna “mai mollare il manubrio”. Perché la vita continua, va avanti, perché la vita è bella anche se a volte ci possono essere delle difficoltà.La vita va vissuta in pieno, ogni giorno, km dopo km e metro dopo metro!
Comincerai a vivere solo nel momento in cui ti accorgerai di non poter morire.
La vita è come una corsa ad ostacoli. A volte ti sembra di essere il primo, di essere irraggiungibile. Puntualmente arriva l’ostacolo, ti fa inciampare, cadi a terra. Se reagisci, ti rimetti in piedi e riparti, altrimenti resti indietro e sul podio non salirai certamente. Inciampare si può, rialzarsi bisogna, ripartire si deve!
Uomo, oggi inganni il tuo pellegrinare nel tempo coprendoti nell’operosità, indugiando indifferente agli incanti dell’esistenza.