Michela Zanarella – Vita
Quando il tempo è un ripetersi di età ed ombre in attesa, si sta come l’aria accanto a distese di verde.
Quando il tempo è un ripetersi di età ed ombre in attesa, si sta come l’aria accanto a distese di verde.
La vita non è dura, ma durissima. Oggi non hai appigli, tutto ti punta contro: Lo stato per primo che si presta ad aiutare chi non è Italiano. Dimenticandosi di chi di questa Italia ormai alla deriva ne fa parte dalla nascita. Famiglie distrutte, dignità negate, leggi non applicate, pene rimosse. Un governo che non Governa ma continua a schiacciare… e un popolo che ormai stanco resta in bilico tra la rassegnazione e la voglia di cominciare ad usare la violenza di una guerra per riprendersi i suoi diritti.
Morire… Dormire… Forse sognare.
Ricordati che sei un Leone, ricordati che la tua criniera rappresenta la tua vera identità, custodiscitela dentro ogni nodo e non dare a nessuno il permesso di toccarla e lasciati andare, lasciati andare assieme alle tue emozioni e fa si che anche esse diventino nodi da tenere sempre ben stretti e saldi.Ricordati che fai parte di un Regno e che con il Re della foresta non hai nulla da temere, Egli ti protegge e ti sa indicare sempre la strada giusta!Ricordati che hai delle zampe grossissime e che con ciò lasci delle grandissime impronte, fai dunque attenzione con chi vai, dove vai e a chi ti potrebbe seguire.Ricordati che anche tu sei un animale, ricordati che sei circondato da altre creature, ama quelli più grandi come quelle più piccole, rispetta tutti.
La vita è crudele con chi non le concede spazi ampi per girare maldestra su se stessa la vita è amara per le sentinelle dell’anima pronte a segnare ogni suo sospiro la vita stringe il collo degli addetti al respiro come fa il calzolaio sul cuoio duro la vita è ebbra di gente che cade sui piedi fragili e sulle note amare di una strofa intonata piano la vita ride a chi la custodisce nei reni, dove cade l’acqua del corpo, la vita annega chi la deride e usa male il suo fuoco acceso la vita piange sempre nel fetore di un uomo morto sul marciapiede, senza riparo né cibo la vita circonda ciascuno di fiato e sorrisi quando fermi la giostra, ascolti e con un tocco leggero annuisci.
La vita ci insegna l’umiltà, ponendo limiti al nostro percorso e sfidandoci ad andare oltre, ma mai oltre i confini del nostro essere. Perché c’è sempre un “di più” che non ci appartiene e non ci rappresenta e, nel volerlo possedere ad ogni costo (anche con mezzi ed azioni indegne), si cade nella presunzione, precipitando nella volgarità della superbia. L’essenziale si cela nelle cose più semplici, e nella semplicità credo si viva decisamente meglio.
La vita è il “sogno” della morte.